In scena l’infiorata del risparmio

Solo quattro quadri nell’edizione organizzata da Comune, ma è bella lo stesso
CHIETI. Sedici quadri in meno rispetto al passato. E’ un’infiorata in tono minore quella che è andata in scena ieri lungo corso Marrucino, con solo quattro quadri e un unico colore dominante, il verde delle foglie. “Inverdata” o “infogliata” che sia, il fascino dell’Infiorata non è comunque venuto meno. Come non è venuto meno lo sforzo dei tanti volontari che hanno speso ore di lavoro per creare i quattro quadri presenti. Il primo, posizionato all’inizio del Corso, è stato realizzato dalla parrocchia della Trinità, dal circolo S. Barbara e dalla parrocchia di S. Francesco di Paola e ha rappresentato le porte della Misericordia. Il secondo, posto davanti al Vico, è stato composto dai francescani della chiesa di S. Francesco al Corso che hanno composto il simbolo francescano del Tau. Il terzo quadro, di fronte all’ex Upim, è stato realizzato dalla parrocchia della Madonna degli Angeli che ha raffigurato un calice. L’ultimo quadro, davanti alla cattedrale, è stato composto dai gruppi Scout con un croce, un’ostia e la scritta “Corpus Domini”.
Le altre scritte sono state realizzate dalla Croce rossa; l’addobbo di via Pollione da Teate Antica, Gruppo Sacro Cuore e Gruppo ispanico; il resto del tappeto dal Not. «Non dobbiamo dimenticare che l’Infiorata è soprattutto una manifestazione religiosa», ha detto Fabrizio Pinti, che ha curato l’organizzazione in collaborazione con il Cisom, «e noi abbiamo pensato soprattutto a questo. Dobbiamo ringraziare il fioraio Garden Ninfea di via Masci che ha fatto i salti mortali per reperire i fiori, andando persino a Napoli».
«La Curia impiegava oltre un mese nell’organizzazione dell’evento. Quest’anno il Comune ha ripreso tutto in mano ma abbiamo avuto pochissimo tempo a disposizione», ha detto invece l’assessore, Antonio Viola. Per il resto è andato tutto come da tradizione.
Alle 18 c’è stata la messa al Seminario regionale, al termine della quale è partita la processione con a capo l’arcivescovo Bruno Forte e ai lati due file animate dal Sacro Monte dei Morti, dai seminaristi, dai bimbi della prima comunione e dai fedeli del Santissimo Rosario di S. Domenico. (a.i.)

