In strada la protesta di 60 migranti

18 Agosto 2018

Palmoli nel caos: africani, raggirati dai serbi, manifestano contro terremoto e spiriti

PALMOLI. Sono stati denunciati dal sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli per minacce e procurato allarme 13 serbi che, ieri mattina, avrebbero fomentato una protesta di migranti africani ospiti nell’ex convento della Sacra Famiglia. I rom, arrivati a Palmoli da Trieste, avrebbero raccontato agli immigrati che il terremoto di giovedì sera era stato provocato dagli spiriti delle salme sepolte nel convento. Terrorizzati, gli immigrati si sono riversati in strada alla ricerca di un’altra sistemazione. Guidati dal gruppo di serbi, i 60 ospiti della struttura hanno bloccato la provinciale d’ingresso al paese, minacciando i cittadini che volevano passare per andare al lavoro. Il blocco è durato dalle 6 alle 8 quando sono arrivati i carabinieri da Fresagrandinaria e Celenza sul Trigno.
«Per due ore Palmoli è rimasta bloccata», racconta il sindaco, «ho chiesto l’immediato trasferimento del gruppo di serbi che hanno usato donne incinte e bambini per alimentare la protesta. Loro vogliono i passaporti che sono bloccati a Trieste e hanno pensato bene di usare gli altri immigrati per creare disagio». I migranti provengono dall’Africa e sono in gran parte donne. La popolazione africana teme moltissimo il terremoto: suggestionati dal racconto dei serbi gli ospiti di colore sono fuggiti da una struttura che pensavano infestata dagli spiriti. Sulla strada d’accesso al paese si è creata una scena surreale. «Non è stato facile rimuovere il blocco», dice il sindaco, «le forze dell’ordine erano tutte impegnate in altre attività. Abbiamo dovuto aspettare due ore per riportare la calma. Il prefetto ci aveva garantito la tranquillità del territorio. L’assenza di forze dell’ordine non dà alcuna sicurezza», rimarca Masciulli. È la seconda volta che i migranti ospitati nel convento protestano: tre anni fa bloccarono la strada per denunciare la burocrazia che impediva loro il riconoscimento dello status di rifugiati politici. (p.c.)