In.Te, Merlino suona la sveglia
Il responsabile del progetto: Regione e Consorzio si muovano!
CHIETI. Progetto InTe, dopo tanti incontri e annunci la domanda da fare all'ingegner Domenico Merlino, responsabile di questa iniziativa, è solo una: c'è davvero la possibilità di far aprire i cantieri?
«Certo, avevamo preso pubblicamente l'impegno di far partire i primi cantieri entro maggio e siamo sempre intenzionati a farlo, ma noto con preoccupazione che le risposte che ci sono state promesse dagli enti tardano ad arrivare. Gli enti devono prendere atto che ci troviamo di fronte ad una emergenza straordinaria. E' assurdo pretendere che vengano elaborati progetti esecutivi ed acquistati lotti di terreno se le ditte non hanno una risposta positiva sulla accettazione della proposta progettuale. Ed a proposito, c'è da dare la notizia che il programma del progetto In Te ora occupa l'intera area ex Burgo. Infatti da 90 mila metri quadrati siamo passati a 170 mila metri, vale a dire che verrà occupato tutto lo spazio disponibile con l'inserimento di altre 8 aziende.
In questo modo ci sarà un incremento di 250 posti di lavoro che andranno ad aggiungersi agli altri previsti e a conclusione si potrebbe arrivare a circa 700 posti. I nuovi settori riguardano la farmaceutica e la trasformazione dei prodotti agricoli: in questo modo si realizzerà un centro specializzato nazionale con una forte crescita occupazionale».
Per gli ex lavoratori Burgo, dopo i colloqui, quali possono essere gli immediati sviluppi?
«Intanto vorrei approfittare dell'occasione per dire a qualche ex dipendente che non è stato chiamato al colloquio che le porte restano aperte: basta una telefonata allo 0871 552751 e verrà immediatamente convocato.
Le prospettive?
«Sono più che concrete se arriveranno le risposte che sollecitiamo a Regione e Consorzio Industriale. Nei giorni scorsi la ditta Crea ha incontrato gli ex lavoratori della Burgo non per motivi elettorali, ma per dare loro una certezza per il proprio futuro. In altre circostanza il Programma In Te ha subito rallentamenti ma oggi non deve accadere e pertanto confidiamo in un ultimo sforzo collettivo per raggiungere insieme l'obiettivo. Una richiesta la rivolgo a tutti, evitiamo di perdere tempo. Ribadisco che si tratta di una iniziativa meritevole di attenzione oltre che per l'impegno di assumere molte maestranze, perché è un esempio positivo di produzione di beni e servizi nel pieno rispetto dell'ambiente, così come richiesto dall'Unione Europea, dal Protocollo di Kioto e dalla stessa Regione Abruzzo».
Gino Di Tizio

