In un mese 39 contagiati nel Frentano

A trenta giorni dallo scoppio dell’epidemia in ospedale chiusi ancora Medicina e Utic. Attesa per i risultati dei test al personale
LANCIANO. Un mese fa lo scoppio dell’epidemia all’interno dell’ospedale Renzetti dove si lotta ancora tra attesa dei risultati dei tamponi in ritardo, dispositivi di sicurezza e reparti chiusi. Dal comprensorio, intanto, si registra un nuovo decesso, il ventesimo dall'inizio dell'emergenza: si tratta di Nicola Marcantonio, 69 anni, di Mozzagrogna (nell’articolo qui sotto, ndc), mentre in città spunta un nuovo caso relativo a un 73enne che è ricoverato in ospedale a Pescara.
CONTAGI. Salgono i contagi in città e nel comprensorio. Oltre al decesso dell’imprenditore Marcantonio, la 20ª vittima Covid-19 in zona dall’inizio della pandemia, ci sono contagi a Lanciano che tocca 39 casi postivi. L’ultimo è un73enne ricoverato a Pescara mentre altre persone, che hanno fatto il tampone e manifestano sintomi Covid, sono in attesa dei risultati. Sono invece 4 i casi a Castel Frentano, 11 ad Atessa dove la Asl ha eseguito i tamponi a tutti gli ospiti e il personale del centro “Santa Maria” (dove era risultata infettata una degente che era stata a Medicina a Lanciano poi morta, e due dipendenti sanitari) e due sono risultati positivi, per altri si attendono i risultati. Sette i positivi a Casoli dove, come precisato dal sindaco Massimo Tiberini, tre persone sono in cura domiciliare e 4 in ospedale. E proprio da una anziana di Casoli, ricoverata al Renzetti, è partita il 9 marzo l'epidemia che ha segnato, e segna ancora, l’ospedale di Lanciano.
IL RENZETTI. La 92enne era stata ricoverata in Ortopedia la sera dell’8 marzo per la rottura del femore, ma dal giorno dopo aveva avvertito i chiari sintomi del Covid a cui è risultata positiva. Il trasferimento a Chieti, dove poi purtroppo è morta, c’è stato, ma anche il contagio nel reparto. Dopo di lei altri 9 pazienti sono stati infetti, un'altra persona è deceduta, il personale - pure in parte contagiato - è stato in quarantena e l'Ortopedia chiusa per sanificazione due settimane. Ha riaperto i battenti da una settimana con metà dei posti letto. Sono invece ancora chiusi i reparti di Medicina - il focolaio maggiore di contagio tra personale (8 infetti) e pazienti (di cui poi 5 sono deceduti) -, e Utic (3 infetti solo tra il personale). I due reparti, santificati, sono in attesa della riapertura che slitta a causa della conta del personale. Si rincorrono le date con l’attesa dei risultati dei tamponi a cui gli operatori sono stati nuovamente sottoposti. Si spera di riaprire lunedì 13 aprile, la Medicina anche con la metà dei posti letto ordinari.
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