Incendi, ora è polemica: «Riserve non protette»

Il consigliere Polidori attacca: «Il sindaco faccia chiarezza sui fondi della Regione» L’amministrazione: soldi spesi con piani precisi. E Max Gazzè fa ancora discutere
ORTONA. Gli incendi che hanno devastato il territorio di Ortona, tra il 1° e il 2 agosto, continuano a tenere banco, e adesso la polemica si è spostata sul fronte politico. Il consigliere comunale di minoranza Peppino Polidori, infatti, ha presentato un’interrogazione all’amministrazione per capire come sono stati spesi i fondi della Regione, destinati alla manutenzione delle due riserve naturali (Ripari di Giobbe e soprattutto l’Aquabella) interessate dai roghi. «Chi amministra denaro e beni pubblici deve garantire trasparenza», ha detto Polidori, «con la mia interrogazione sollecito una risposta per capire quante risorse dei 340mila euro, assegnati per la tutela delle riserve naturali, siano stati utilizzati per la prevenzione degli incendi». Nel documento, presentato dal consigliere, si chiede conto anche di un altro fondo regionale (da 40mila euro) e dell’operato del comitato di gestione, l’organo consultivo tecnico di cui si avvale il Comune per le due riserve. L’amministrazione, che a breve risponderà formalmente all’interrogazione, ha fatto filtrare alcune anticipazioni degli argomenti che verranno utilizzati per fare chiarezza. Nello specifico, il Comune spiega che i 340 mila euro, a cui fa riferimento il consigliere Polidori, sono stati assegnati diversi anni fa, e sono stati utilizzati per realizzare infrastrutture leggere, aree di sosta e staccionate nelle riserve naturali. L’amministrazione ha anche ribadito che gli altri 40.000 euro, a cui fa riferimento l’interrogazione, sono stati utilizzati per la manutenzione dell’Acquabella e dei Ripari di Giobbe, secondo la programmazione stabilita dal Piano ambientale naturalistico, concordato e approvato dagli organismi di controllo tecnico, tra cui il comitato di gestione. Resta aperto, però, anche un altro fronte della polemica, quello relativo al concerto di Max Gazzè, che si è svolto in piazza San Tommaso domenica 1° agosto, interrotto a causa del fumo degli incendi (il focolaio più vicino era distante circa un chilometro, ndr). «Dopo i drammatici avvenimenti dei giorni scorsi, abbiamo sentito il dovere di invitare l’assessore Cristiana Canosa a chiedere scusa ai cittadini ortonesi e a rassegnare le dimissioni», ha ribadito il consigliere Giorgio Marchegiano, «non abbiamo potuto sorvolare sul silenzio del sindaco Leo Castiglione, il quale, dopo aver commesso l’errore di non emanare un’ordinanza che impedisse lo svolgimento del concerto, deve ora assumersi le sue responsabilità».
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