Incendio doloso sulla Majella

Bruciano bosco e ulivi come sul Morrone. Il sindaco: «Gesto vile»
LAMA DEI PELIGNI. Paura sul versante orientale della Majella per un incendio che rischiava di ripetere ciò che è successo sul Morrone. Ieri mattina, verso le 7, una colonna di fumo bianco si è alzata in cielo tra le frazioni di Lami e Colle Santa Croce, nel versante inferiore della ex Statale 84, prima di arrivare vicino al nucleo abitato di Corpi Santi. L’area è per la gran parte boschiva con macchie di ulivi. La preoccupazione era che il fronte del fuoco non scavalcasse la strada perché è la carreggiata che funge da limite inferiore al Parco Nazionale della Majella. Per avere la meglio sul fuoco, verosimilmente di origine dolosa, sono intervenuti due Canadair e un elicottero dei vigili del fuoco, oltre a diverse squadre di vigili del fuoco e uomini della Protezione civile. La zona resta sotto osservazione perché, come insegna il Morrone, anche focolai ritenuti spenti possono riprendere la loro virulenza. Ieri è stato il vento dell’Est, che sale dalla valle, a far temere il peggio. Il sindaco Andrea Di Fabrizio è stato uno dei primi ad accorrere sul posto. «Ringrazio vigili del fuoco e Protezione civile che si sono prodigati per avere la meglio sulle fiamme. Già negli anni passati», ricorda il sindaco, «la stessa zona è stata interessata da incendi dolosi come questo. Esprimo la mia indignazione e condanna per il vile gesto che ha causato danni al patrimonio boschivo e agricolo e poteva avere conseguenze ben più gravi». Le fiamme sono state spente, quindi, prima che scavalcassero la Provinciale proprio oltre la quale si estende una pineta che da Corpi Santi arriva fino all’abitato di Lama. «Sarebbe stata una catastrofe», conclude il primo cittadino. La zona ha un’importanza oltre che naturalistica anche storica. Poco distante dal luogo dell’incendio di ieri, a Lami-Torrente Gallo, il 17 dicembre del 1943 un gruppo di sfollati fu sorpreso da militari tedeschi (anche se c’era la presenza di qualche italiano). Alcuni riuscirono a scappare, altri furono trucidati: una mamma di 42 anni con due figli di 4 e 7 anni e una nipote di 18, quest’ultima dopo essere stata violentata.
Matteo Del Nobile

