Incentivi a chi lascia entro fine luglio: 80mila euro a testa

13 Maggio 2015

ATESSA. Nuovo accordo sulla mobilità incentivata alla Honeywell di Atessa, multinazionale americana che produce turbocompressori per auto di media e alta cilindrata. L’azienda si trova attualmente...

ATESSA. Nuovo accordo sulla mobilità incentivata alla Honeywell di Atessa, multinazionale americana che produce turbocompressori per auto di media e alta cilindrata. L’azienda si trova attualmente in cassa integrazione straordinaria e nonostante l’accordo dell’ottobre 2014 che puntava a smaltire 70 esuberi con il metodo dell’incentivo economico, si registrano ancora diverse difficoltà. Gli incentivi per lasciare lo stabilimento (80mila euro lordi per chi avesse lasciato lo stabilimento entro il 20 dicembre 2014 e a 60mila per chi invece avesse interrotto il rapporto di lavoro entro il 31 marzo 2015) sono stati accolti solo da 24 lavoratori. E così si torna di nuovo al problema della sovraccapacità strutturale di Atessa con un esubero previsto di 46 lavoratori.

Le organizzazioni sindacali Fiom, Fim e Uilm, assieme alle rsu, hanno quindi sottoscritto un nuovo accordo. Si tratta della mobilità incentivata con una somma di 80mila euro lordi per chi volontariamente decidesse di lasciare lo stabilimento entro il 31 luglio. Le parti si sono accordate anche nel non intraprendere nel prossimo futuro azioni unilaterali, ma la situazione resta tesa.

L’azienda ha dichiarato di produrre nel 2015 ad Atessa solo 770mila turbo, in netto calo rispetto ai 940mila pezzi dello scorso anno e addirittura un tracollo se si compara il dato ai numeri fino al 2008 quando la Honeywell era in grado di far uscire dallo stabilimento di Atessa 1.600.000 turbo, 11mila al giorno, destinati a veicoli di gruppi come Fiat, Opel, Bmw, Mercedes, Ford e Audi.

«Bisogna che l’azienda si sforzi per trovare nuovo lavoro per lo stabilimento», interviene Domenico Bologna, segretario generale Fim-Cisl Abruzzo e Molise, «stiamo facendo di tutto per non andare allo scontro, ma qualche sacrificio da parte dell’azienda è necessario dopo i tanti che sono stati fatti dai lavoratori. Lo stabilimento ha saputo recuperare efficienza passando da tre turni a due con lo stesso numero di turbo e che in 5 anni di riduzione sono andati via più di 115 lavoratori». «L’accordo è buono», commenta Davide Labbrozzi, Fiom-Cgil, «proprio per lo strumento della mobilità incentivata, ma la Honeywell deve impegnarsi a riportare nello stabilimento oltre un milione di turbo in modo da saturare tutti gli eventuali esuberi. Non è da escludere che nei prossimi giorni potremmo arrivare anche allo sciopero». (d.d.l.)

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