Inchiesta sul crack Tra i consumatori donne tra 25-30 anni

7 Dicembre 2019

LANCIANO. Sono giovani, tra 25 e 30 anni, sia uomini che donne. È questo l’identikit del consumatore di crack, la droga immessa nel mercato frentano dall’organizzazione legata alle famiglie...

LANCIANO. Sono giovani, tra 25 e 30 anni, sia uomini che donne. È questo l’identikit del consumatore di crack, la droga immessa nel mercato frentano dall’organizzazione legata alle famiglie camorristiche campane e sgominata dalla polizia. Il quadro è quello che emerge dalle oltre 200 cessioni documentate in un anno di indagini, che hanno portato all’emissione di dieci misure cautelari, 19 persone indagate, quasi tutti di Lanciano o residenti qui, e un minorenne denunciato alla Procura per i minori dell’Aquila. Ai domiciliari sono finiti Gabriele Iacovella, 24 anni; Gasperino Trivilini, 39 anni; Nazario Pio Boscarino, 21 anni; Giuseppe De Benedetto, 52 anni, e Andrea Pierini, 40 anni; obbligo di dimora per Camillo Musa, 38 anni; obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Federico Di Nenno, 23 anni; Giuseppe D’Urso, 40 anni; Willie Emmanuel Toribio Rubel, 25enne domenicano, e William Pace, 23 anni.
La maggior parte dei consumatori sono uomini, ma anche le donne preferiscono il crack, la cocaina cotta, droga degli anni Ottanta che in questo territorio era poco diffusa. Anzi, come emerge da intercettazioni ambientali e telefoniche, lo richiedevano esplicitamente ad amici e compagni, disdegnando hashish e marijuana. Le singole dosi venivano pagate in genere 20 euro. Venivano cedute per strada, nella zona dei Viali, in centro, o nell’immediata periferia, dal quartiere Santa Rita alla Marcianese. Le ordinazioni arrivavano anche dai centri vicini, Castel Frentano, Mozzagrogna e Santa Maria Imbaro. C’era chi andava a prendere la droga anche direttamente a casa dei sodali dell’organizzazione, dove il crack veniva preparato e anche consumato.
L’organizzazione, sgominata dal commissariato di polizia diretto dal vicequestore Lucia D’Agostino, aveva messo in piedi un’attività di spaccio di stampo camorristico, con la droga che arrivava dalla Campania grazie ai contatti di Federico Irollo, quello che gli investigatori considerano il capo, con alcune famiglie camorristiche. I capi si vantavano di essere «i numeri uno» del mercato della droga a Lanciano e dintorni. Gli interrogatori di garanzia, per i cinque destinatari della misura dei domiciliari, sono stati fissati al 13 dicembre. Molti degli indagati, da Iacovella a D’Urso, da Irollo e Ciro Iengo (ai quali non sono stati notificati nuovi provvedimenti) a De Benedetto, sono tuttavia già detenuti in carcere per reati connessi alla droga o di altro tipo.
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