Incontro decisivo a Roma sul futuro dell’ospedale

Atessa. Cresce l’attesa per la riunione del tavolo di monitoraggio Stato-Regione In caso di parere positivo al presidio di area disagiata servirà un altro passaggio
ATESSA. Il San Camillo sarà o no convertito in ospedale di area disagiata? A dirimere il dubbio sarà il Tavolo di monitoraggio Stato-Regione, che si svolge oggi pomeriggio a Roma e a cui spetta pronunciarsi sulla riprogrammazione della rete ospedaliera abruzzese. Oltre ad Atessa, nella famosa “tabella C” preparata dall’Agenzia sanitaria regionale e inviata dal dipartimento guidato dall’assessore Silvio Paolucci al ministero della Salute, prevede il Dea di secondo livello Chieti-Pescara e il prolungamento provvisorio di Popoli in seguito al terremoto. In base alle risposte che arriveranno da Roma due sono gli scenari possibili. In caso di parere positivo ci vorrà un ulteriore e definitivo passo: la giunta regionale dovrà approvare un’ultima delibera per inserire gli aggiornamenti nel Dca n.79 del 2016, che regola tutta la materia. L’organizzazione ospedaliera, va ricordato, è di competenza sia dello Stato che delle Regioni, ma a quel punto basterebbe aspettare la delibera finale della giunta. In caso di “bocciatura” Paolucci e D’Alfonso riceverebbero un grosso smacco e le cose si complicherebbero soprattutto per il Dea di secondo livello. La riconfigurazione di Atessa come ospedale di area disagiata -motivata da due relazioni dell’Agenzia sanitaria e da una mole di dati epidemiologici, tecnici ed economici e due delibere di giunta regionale e incardinata in un percorso ben definito, all'interno della normativa vigente (il cosiddetto decreto Lorenzin)- potrebbe subire, invece, una ulteriore battuta d’arresto. Al “tavolo tecnico” romano parteciperanno alti funzionari dei ministeri della Salute e dell’Economia, oltre che tecnici della Regione. È stata riconosciuta dalla Regione Abruzzo una deroga, prevista dallo stesso decreto, per l’area disagiata. Gli altri piccoli ospedali (Gissi, Casoli, Guardiagrele, Pescina, Tagliacozzo) sono stati, invece, cancellati come presidi ospedalieri e riconvertiti con un decreto del governo nel 2010. La conversione in ospedale di zona disagiata prevede, oltre al pronto soccorso, poliambulatorio, dialisi, cinque specializzazioni di base per il San Camillo: lungodegenza con più giorni di degenza; riabilitazione adeguatamente implementata; day-surgery che deve raccogliere una parte della tradizionale chirurgia atessana; diagnostica per immagini ed endoscopia. La vicenda per il riconoscimento in ospedale di area disagiata è basta su alcuni punti fermi: consiglio comunale del 6 novembre 2017, delibere di giunta regionale del 7 novembre e del 17 gennaio. Con quest’ultima sono stati cambiati gli atti programmatori riconoscendo Atessa come presidio ospedaliero di area disagiata.
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