Incontro sul futuro dell’ospedale Renzetti

Il movimento civico Progetto Lanciano: «Facciamo chiarezza sui progetti per il nostro presidio»
LANCIANO. Un incontro- dibattito per fare chiarezza sul destino dell’ospedale, sui piani e le azioni da intraprendere per rimettere al centro la tutela della salute del cittadino e assicurare un’offerta sanitaria nel territorio completa e rispondente alle esigenze degli utenti. È la proposta che lancia il movimento civico Progetto Lanciano, dopo le polemiche sollevate sulle condizioni del “Renzetti”, la grave carenza di personale, di attrezzature, le dichiarazioni del manager Asl, Thomas Schael, che fanno intendere che c’è attenzione sul presidio ma mancano ancora azioni concrete in tal senso e le linee dettate dalla assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, che conferma il Renzetti Dea di I livello, ma con delle difficoltà.
«Vogliamo organizzare un incontro-dibattito per i primi di marzo», dicono Giacinto Verna e Daniele Pagano, responsabile politico e coordinatore cittadino di Progetto Lanciano, «per fare chiarezza sull’ospedale, confrontarci con tutti gli attori del piano sanitario regionale, le istituzioni, la cittadinanza e il territorio e capire come rispondere al meglio al bisogno di salute della popolazione».
«Finora abbiamo sentito l’assessore regionale Nicoletta Verì», precisa Progetto Lanciano, «dire che bisogna tornare al tavolo di monitoraggio con i ministeri per il riordino della rete ospedaliera e territoriale lasciando quindi tutti nel limbo; l’ex assessore alla Sanità Silvio Paolucci bacchettare il centrodestra, letto gli interventi degli esponenti del Movimento 5 Stelle che evidenziano problemi nell’organizzazione dell’ospedale che mettono in discussione lo stesso Dea di I livello. Abbiamo ascoltato il manager Asl Schael, che promette un incremento della pianta organica ma non dà rassicurazioni sui servizi previsti nel Renzetti e il sindaco Pupillo che denuncia una situazione di disagio nel nostro presidio, a partire dalla carenza di anestesisti che sta facendo saltare gli interventi. Serve chiarezza. Di certo l’ospedale non può essere solo il pronto soccorso, pur fondamentale con i suoi 45mila accessi l’anno; servono unità operative e personale, invece al Renzetti ci sono gravi carenze di organico».
Carenze che portano i cittadini a dover “emigrare” con danni anche per le casse Asl. (t.d.r.)
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