Indagati 4 funzionari di banca per usura

L’accusa: i dipendenti della Monte dei Paschi avrebbero lucrato 114mila euro ai danni di un imprenditore
CHIETI. Quattro funzionari di banca della Monte Paschi di Siena sono indagati per usura dalla Procura di Chieti. L’indagine nasce a seguito di un esposto di un imprenditore della provincia teatina che si era rivolto alla filiale di Francavilla al Mare dell’istituto di credito. L’uomo, assistito dall’avvocato Massimo Dragani, si è in prima battuta rivolto all’associazione antiusura Federabruzzo di Villamagna, che continua ad assisterlo nella vicenda giudiziaria.
Ieri mattina al tribunale di Chieti si è svolto l’incidente probatorio richiesto dal pubblico ministero Giancarlo Ciani, al termine del quale il giudice ha rinviato il fascicolo in procura.
L’incidente probatorio si è svolto attorno alla relazione del perito del tribunale, Dino Ricciuti. La perizia, secondo la valutazione del giudice per le indagini preliminari, è stata ritenuta «rilevante ai fini della decisione dibattimentale, e in particolare per la valutazione della sussistenza del fatto di reato». Da questo punto di vista il perito sembra non avere dubbi, visto che ha parlato espressamente di usura.
Gli indagati sono tutti funzionari di banca della Monte Paschi (M.N., S.G., A.S. e M.D.L.).
La vicenda riguarda un imprenditore della provincia di Chieti, titolare di due attività (una di serramenti ad alta tecnologia per l’edilizia e l’altra di carpenteria metallica). L’imprenditore aveva una obbligazione fidejussoria in beneficio della Monte Paschi per l’sposizione debitoria maturata nei confronti dell’istituto di credito. Le due aziende avevano intrattenuto rapporti con la filiale francavillese sin dagli anni Novanta. L’imprenditore riferisce di aver utilizzato le linee di credito sempre «con prudente apprezzamento e con particolare riguardo allo stato di necessità aziendale. Tuttavia», dice il gip, «sulla base delle condizioni praticate dalla Mps, le società sono sempre rimaste con un passivo di quasi tutto l’accordato per tutto il periodo intercorso. Tale comportamento assunto dalla Mps conduce una esposizione bancaria a carico dell’esponente sia oltre i limiti del fido sia con l’addebito di competenze riconducibili a dei punti percentuali oltre i limi ti legge». Il giudice conclude dicendo che la «Mps si faceva promettere di dare interessi usurari raggiungendo poi il lucro per l’importo complessivo di 114.643 euro».
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