Indagato per l’omicidio del fratello

Castiglione. Mario Tatangelo morì battendo la testa al bancone dopo una lite: nei guai Domenico
CASTIGLIONE MESSER MARINO. Morì dopo giorni di coma. Il fratello rischia l’incriminazione per omicidio preterintenzionale, ossia di morte cagionata involontariamente. Al termine di lunghi mesi di indagini pare che la Procura abbia individuato precise responsabilità a carico di Domenico Tatangelo, 57 anni, nella morte del fratello Mario, 53 anni avvenuta a febbraio al culmine di un furiosa lite. La vittima cadde battendo la testa. Trasportato al Neurochirurgico di Pescara in eliambulanza, il paziente morì dopo giorni di coma indotto.
I carabinieri della caserma di Castiglione al termine degli interrogatori denunciarono Domenico. Ora la sua posizione pare essersi aggravata. Il difensore dell’indagato, l’avvocato Antonello Cerella, non rilascia dichiarazioni ma non smentisce.
Tutto cominciò con un violento litigio all’interno di un bar di via Torino fra Mario e il fratello Domenico. I due, che poco prima erano entrati sorridendo nel locale, iniziarono a discutere animatamente. Mario, sposato e padre di 3 figli, contestò alcune dichiarazioni del fratello. Gli animi si accesero. All’improvviso Mario finì a terra dopo aver battuto la testa contro il bancone del bar. L’uomo venne subito soccorso. Al loro arrivo i soccorritori si accorsero che perdeva sangue da un orecchio e chiamarono i colleghi dell’elisoccorso di Pescara. Dopo dieci minuti l’elicottero del 118 atterrò sul campo sportivo del paese. Mario venne intubato, stabilizzato e trasportato all’ospedale Spirito Santo. Sul posto arrivarono anche i carabinieri. Diversi avventori riferirono di non aver visto colpire il ferito.
Dopo ore di indagini i carabinieri si convinsero del contrario. Molte risposte sono arrivate dalla Tac che ha rivelato la causa dell’emorragia. A distanza di mesi la vicenda è ancora al centro delle discussioni del paese.
Mario Tatangelo era tornato a Castiglione da qualche anno dopo essere stato a lungo prima in Germania e poi nel Nord Italia. Il fratello con cui ha discusso vive ad Agnone e in passato ha avuto qualche problema con la giustizia. I due, stando al racconto dei paesani, erano sempre andati d’accordo. Le perizie però parlerebbero di una tragedia riconducibile ad un gesto violento.
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