Indagini dopo esposti anonimi E la moglie tradita denuncia

7 Aprile 2019

CHIETI. Un esposto firmato con un nome falso ma pieno di foto e di riferimenti che hanno poi trovato conferma. L’inchiesta sui centri massaggi a luci rosse è partita da qui. Nel corso delle indagini,...

CHIETI. Un esposto firmato con un nome falso ma pieno di foto e di riferimenti che hanno poi trovato conferma. L’inchiesta sui centri massaggi a luci rosse è partita da qui. Nel corso delle indagini, però, sono arrivate altre due denunce, sempre anonime: una è di una moglie tradita, mentre la terza è stata scritta - presumibilmente - dalla stessa mano della prima. È luglio del 2016 quando in procura arriva un esposto di 25 pagine sottoscritto da Carlo R., che si scoprirà essere un nome farlocco. Nel documento sono indicati i nomi di 16 centri massaggi delle province di Chieti e Pescara, con foto e numeri di telefono, che sarebbero in realtà luoghi di incontri hard. «Mi sono recato in questi centri cinesi», si legge a pagina 3, «e ho verificato che in tutti si praticano prestazioni sessuali a pagamento mascherate da massaggi». Il sedicente Carlo R. analizza uno per uno i locali in questione dove venivano offerte prestazioni extra per una cifra compresa fra 50 e 100 euro.
L’esposto più recente è invece di una donna che si diceva disperata perché il marito aveva sperperato tutto il patrimonio per frequentare centri massaggi cinesi. Il bilancio familiare non quadrava più. Così la moglie tradita ha cominciato a indagare per poi scoprire che la sua dolce metà aveva speso una fortuna per i massaggi sexy. Dopo gli accertamenti della squadra mobile di Chieti, il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto formale che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. I 7 cinesi finiti sott’inchiesta sono difesi dagli avvocati Marco Ciccocioppo, Roberto Crognale, Carla Ferrara e Lucia Di Crescenzo. Gli indagati, che potranno chiedere di essere interrogati e hanno la facoltà di produrre memorie e documenti, respingono tutte le accuse e sono certi di riuscire a dimostrare la loro innocenza. (g.let.)
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