Industrie e crisi, ferie lunghe per il Natale

8 Dicembre 2022

La Rana (AssoVasto): momento difficile, sospensione dettata da esigenze anche di riorganizzazione

VASTO. Bilanci che preoccupano. Crisi dell'automotive che persiste mentre alla carenza di materie prime si aggiunge il lievitare dei costi energetici triplicati rispetto a sei mesi fa. Fine anno di crisi per le aziende del territorio. In tante fabbriche del Vastese la produzione rallenta. Il 15% sta valutando la sospensione dell'attività. Dal 23 dicembre centinaia di lavoratori si fermeranno per le ferie natalizie e riprenderanno a lavorare solo dopo l'Epifania. «È un momento di grande difficoltà per il settore industriale», conferma il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana. In tante fabbriche continueranno a lavorare solo alcuni reparti. Sono settori nevralgici o impianti con cicli produttivi impossibili da interrompere. «Si tratta», spiega La Rana, «di una sospensione delle attività più lunga rispetto ai pochi giorni di riposo previsti abitualmente in questi periodo dell'anno. La lunga pausa è dettata da precise esigenze. Non si può più produrre in perdita. La difficoltà nel reperimento dei materiali unita al periodo che non è storicamente generoso di ordinativi, ma soprattutto i costi energetici alle stelle, producono ulteriori rallentamenti della operatività. Quelle di fine anni saranno settimane in cui alcune aziende approfitteranno per eseguire lavori interni e procedere a ristrutturazioni sperando che nel frattempo dal governo arrivino segnali incoraggianti. Una condizione necessaria per essere davvero competitivi».
La festività dell'Immacolata Concezione è stata il primo ponte. Dal 23 dicembre, saranno centinaia i lavoratori in ferie fino all'Epifania. L'industria è in sofferenza e non si intravede al momento una via d'uscita. Il settore dell'automotive è al centro della dicotomia fra la crisi dei semiconduttori e la costante ascesa dell'elettrico. L'Italia è in ritardo e l'Abruzzo, così come il Molise, rischiano di perdere tanta forza lavoro. Mancano strategie. I sindacati continuano a sollecitare interventi della Regione e del governo. Da due anni ormai l'industria vive una situazione drammatica. Anche lo scorso anno la crisi del settore auto impose una lunga fermata a fine anno. La speranza è che a gennaio, con la ripresa delle immatricolazioni, aumentino nuovamente gli ordinativi. «Quest'anno il problema più grosso sono i costi dell'energia. Il 15% delle aziende ha rallentato la produzione e se non succede qualcosa sono decise a fermarsi». (p.c.)
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