Industrie in crisi, i sindaci uniti: «Così i colossi possono restare»

I primi cittadini di Vasto, Pollutri, Casalbordino, Scerni e Villalfonsina in campo con Magnacca: «Servono incentivi e sostegno della politica. L’Arap deve investire i 5 milioni arrivati da Amazon»
SAN SALVO. Si allunga la lista dei sindaci pronti a schierarsi al fianco del primo cittadino di San Salvo, Tiziana Magnacca, per scongiurare devastanti riorganizzazioni dei colossi industriali di Piana Sant’Angelo. Ieri è sceso in campo Nicola Mario Di Carlo, sindaco di Pollutri e presidente dell’Unione dei Miracoli formata dai comuni di Pollutri, Casalbordino, Scerni e Villalfonsina. Di Carlo, a nome anche dei colleghi, ha ribadito la necessità di unirsi a Magnacca in un momento estremamente delicato per l’economia del territorio. «Ringrazio moltissimo i colleghi», commenta la Magnacca, «è necessario impegnarsi per evitare drammi sociali».
L’APPELLO
«Sono in gioco centinaia di posti di lavoro», ricorda Di Carlo. «In questo periodo sono a rischio posti di lavoro nel Sangro e nel Vastese. Non dobbiamo abbassare la guardia. Serve fare squadra per difendere Denso e Pilkington. Dobbiamo richiedere alla Regione interventi infrastrutturali concreti. Stiamo attraversando un momento storico. Si stanno verificando trasformazioni sociali ed economiche in una fase di transizione che potrebbe avere risvolti drammatici sull’occupazione e sul Pil dell’intero Abruzzo. Magnacca sappia che i sindaci sono pronti a schierarsi con lei».
MAGNACCA IN PRIMA LINEA
Il sindaco di San Salvo si è già consultato con quello di Vasto, Francesco Menna, ma anche con i dirigenti delle aziende, i sindacati e diversi rappresentanti della Regione. «Il quadro è chiaro», dice Magnacca. «Davanti all’innegabile crisi dell’automotive servono investimenti a sostegno delle politiche passive. Gli esuberi ci sono. La situazione economica delle aziende va affrontata. Servono ammortizzatori sociali che accompagnino i lavoratori alla fine del loro rapporto di lavoro, in modo meno traumatico. Contestualmente va affrontato, senza indorare la pillola, il periodo di transizione. L’obiettivo è arrivare ad una riorganizzazione che eviti danni sociali: servono incentivi per le aziende che ristruttureranno. Sono soddisfatta dalle dichiarazioni dell’assessore regionale al Lavoro, Daniele D’Amario, che ha garantito che le aziende che investiranno saranno sostenute».
L’ATTACCO ALL’ARAP
A livello nazionale i sindacati hanno chiesto la creazione di un fondo per sostenere le aziende disposte a riconvertire. I sindacati provinciali nei giorni scorsi hanno ribadito che per evitare la fuga delle aziende dal Vastese vanno migliorati i servizi la viabilità, l’illuminazione e ridotti i costi. «Le infrastrutture vanno adeguate. Anche l’Arap deve fare la sua parte», prosegue Magnacca. «So che molti sindaci sono d’accordo con me: Arap, dopo aver incassato 5 milioni da Amazon, deve investirli su Piana Sant’Angelo a San Salvo. L’area industriale da tempo attende di essere sistemata. Le multinazionali vanno invogliate a restare. Contestualmente, vanno ridotti i canoni consortili. Insieme ai colleghi sindaci, lavoriamo per invogliare le aziende a restare nel Vastese», conclude Magnacca.

