Infermiera abusiva nei guai «Ma non è un caso isolato»

7 Novembre 2020

Scoperta una 43enne che curava decine di pazienti senza avere alcun titolo A segnalarla è stato l’Ordine professionale: chiesti maggiori controlli

CHIETI. In piena pandemia, lavorava per la Asl Lanciano Vasto Chieti e curava decine di pazienti, ma non aveva alcun titolo per farlo. Un’infermiera abusiva di 43 anni è stata scoperta e denunciata dall’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) della provincia teatina. A incastrarla è stato il racconto di alcuni colleghi, loro sì iscritti regolarmente all’albo, insospettiti per le incertezze e l’approssimazione con cui la donna svolgeva la sua delicata mansione. La furbetta era stata assunta con la qualifica di infermiera in outsourcing, tramite una cooperativa, ed era in servizio dal 1° ottobre in una struttura non ospedaliera dell’azienda sanitaria.
L’Opi ha chiesto alla direzione generale della Asl, all’unità operativa Amministrazione e sviluppo delle risorse umane e alla stessa cooperativa di verificare rapidamente se si tratti di esercizio abusivo della professione infermieristica, un reato perseguibile d’ufficio.
Ma non si tratta di un caso isolato. «Il fenomeno dell’abusivismo purtroppo esiste anche nel nostro settore», spiega il presidente dell’Opi Chieti, Giancarlo Cicolini, «e rappresenta un problema di salute pubblica, perché le prestazioni assistenziali devono essere erogate da personale che ha seguito un percorso di formazione e sono iscritte all’albo e garantiscono pertanto competenza e professionalità, oltre a essere in possesso di un’assicurazione e di iscrizione alla cassa di previdenza sociale se liberi professionisti. Se, tra l’altro, una parte dei cittadini continua a rivolgersi a pseudo-professionisti, evidentemente manca una risposta istituzionale adeguata ai loro effettivi bisogni. Le Asl devono rafforzare le risposte sanitarie a livello territoriale con figure dotate di competenze adeguate, incrementando organici che restano incompleti da anni, una carenza che si sta evidenziando ulteriormente in tempi di Covid 19».
«L’azione dell’Opi Chieti», evidenzia Cicolini, «proseguirà nei prossimi giorni con un ampio controllo sull’intero territorio della provincia, chiedendo la collaborazione di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private, per verificare eventuali altri casi e rendere ancora più efficace l’azione di contrasto all’abusivismo, a tutela dei professionisti infermieri e dei cittadini che hanno bisogno di risposte sanitarie adeguate». Già in passato, in questo senso, sono state organizzate campagne per scoprire i furbetti.
«Non si tratta di iniziative repressive, ma preventive», conclude Cicolini, «rappresentano una garanzia per tutti: per le aziende sanitarie, per le agenzie, per i professionisti e, soprattutto, per gli utenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA