Infermiera assolta dalla truffa

8 Aprile 2016

Partecipò alla gara podistica con una micro frattura già in atto e non simulata

CHIETI. Infermiera assolta con formula piena dalla truffa podistica. Il 7 novembre del 2013, Catiuscia Lanaro Chiola, 45 anni di Pescara, infermiera professionale al policlinico di Chieti, si procurò una infrazione ad un dito del piede destro.

Ma tre giorni dopo partecipò alla maratona a di San Martino in Val Vibrata, lungo le strade di Controguerra, finendo però sotto processo per truffa aggravata ai danni della Asl di Chieti che le aveva riconosciuto e quindi remunerato 14 giorni di inabilità al lavoro per un importo di 1.400 euro. Ma non ci furono né artifizi né raggiri da parte dell'infermiera del Ss. Annunziata appassionata di podismo. Catiuscia Lanaro infatti gareggiò, quel giorno di novembre di tre anni fa, nonostante il dolore per la microfrattura che c'era davvero.

La prova che ieri mattina l'ha scagionata davanti al gup, Antonella Redaelli, è stata la lastra eseguita in ospedale dopo l'incidente. C'era però da chiarire anche un altro aspetto prima di sentenziare la sua innocenza. Si trattava della coincidenza temporale tra l'ora dell'incidente e l'iscrizione alla gara podistica che poteva far pensare ad una truffa. Se un atleta non sta bene perché si iscrive ad una competizione agonistica? Ma anche questo apparente dubbio è stato fugato perché ad iscrivere l'infermiera podista era stata direttamente la sua società di atletica. Così Catiuscia Lanaro, difesa dall'avvocatessa di Montesilvano, Patrizia Pennese, è stata assolta perché il fatto non sussiste, al termine del rito abbreviato, dal giudice dell'udienza preliminare.