Infermiere morto in moto, assolto il conducente auto

Nell’incidente perse la vita il 27enne Scampamorte: andava al lavoro in ospedale Il pm aveva chiesto 2 anni per l’accusato, ma per il giudice «il fatto non sussiste»
LANCIANO. «Il fatto non sussiste»: è un’assoluzione piena quella emessa dal giudice per le udienze preliminari, Giovanni Nappi, verso Simone Ciccocioppo, 22 anni di Castel Frentano. Il giudice ha escluso ogni responsabilità del giovane nel drammatico incidente che il 12 luglio 2021 costò la vita a Mario Scampamorte, 27enne infermiere nativo di Agnone e residente a Lanciano. Una vita spezzata in un incidente gravissimo avvenuto mentre l’infermiere, in sella alla sua moto, una Kawasaki Ninja, andava a lavoro all’ospedale di Casoli. Un dolore enorme per la famiglia, gli amici di Mario e anche per Ciccocioppo che si è ritrovato poi a fare i conti anche con l’accusa di omicidio stradale.
Ieri, in aula, la discussione con rito abbreviato condizionato alla perizia di parte chiesta e ottenuta dai legali del ragazzo, gli avvocati Andrea Pavone e Gianluigi Di Tizio, del foro di Chieti, nel maggio scorso. Accanto l’avvocato di parte civile, Lorenzo Marcovecchio. Per l’accusa, il pm Fabiana Rapino ha chiesto 2 anni e 3 mesi di reclusione per Ciccocioppo. La sera del 12 luglio 2021 Scampamorte stava percorrendo la Provinciale 100 in sella alla sua Ninja quando, in località Piano delle Vacche, lungo la provinciale Casoli-Fossacesia nella zona industriale est, ha intrapreso una manovra di sorpasso per superare la Fiat Punto che lo precedeva condotta dal 22enne castellino, che nello stesso momento ha effettuato una svolta a sinistra per immettersi in una traversa. Un secondo fatale, un impatto terribile, visto che il centauro procedeva a forte velocità. Mario è stato sbalzato dalla moto, ha ricevuto una serie di colpi che non gli hanno lasciato scampo. Sulla base dei rilievi fatti dai carabinieri della stazione di Casoli, delle perizie di Procura e parte civile per capire se il 22enne avesse indicato l’intenzione di svoltare o meno, se fosse stato imprudente, il pm ha emesso l’accusa di omicidio stradale, caduta ieri.
«Il nostro perito, Pierluigi Perfetti, ingegnere esperto in ambito forense, ha ricostruito dettagliatamente la dinamica dell’incidente», spiegano i legali Pavone e Di Tizio, «ribaltando alcune accuse. Il fulcro centrale del discorso ha fatto emergere che l’accusa era costruita su meri elementi presuntivi, non su certezze, e infatti il 22enne è stato assolto con formula piena».
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