«Infermieri, penalizzati gli studenti di Vasto»

18 Ottobre 2016

L’Ipasvi: corso di laurea con la stessa dignità di altri. Laudazi: l’amministrazione non difende la scuola

VASTO. «Ad anno accademico già iniziato e attività didattiche già in corso per gli studenti, si discute ancora sui locali dove svolgere le lezioni. Siamo forse in leggero ritardo o è una formazione considerata di peso minore rispetto ad altre?». L’Ipasvi provinciale interviene sulla querelle relativa alla sede del corso di laurea in Infermieristica di Vasto stigmatizzando l’assenza, ad oggi, di soluzioni adeguate. «È una situazione inaccettabile», afferma Giancarlo Cicolini, presidente dell’Ipasvi Chieti che rappresenta i 3.400 infermieri della provincia, «che penalizza la formazione accademica degli studenti che frequenteranno il Polo didattico di Vasto. Il percorso formativo universitario dell’infermiere è di pari dignità rispetto a tutti i corsi di laurea dell’area sanitaria e, in quanto tale, è necessario garantire risorse strutturali e finanziarie adeguate al fabbisogno formativo, in modo da assicurare standard qualitativi uniformi, senza alcuna distinzione tra le diverse sedi. Il protocollo d’intesa tra università D’Annunzio e Regione ha ben definito quali sono le sedi accreditate per la formazione dei futuri laureati in Infermieristica delineando chiaramente, fino a oggi, responsabilità e ruoli», prosegue Cicolini che auspica una soluzione in tempi brevi che permetta a tutti gli iscritti un percorso formativo di alto livello. Nella discussione si inserisce anche il consigliere comunale della lista civica “Il Nuovo Faro”, Edmondo Laudazi, che accusa l’amministrazione di «non difendere il corso di laurea». «Il grido di dolore lanciato a squarciagola dal consigliere regionale del Movimento Civico Abruzzese, Mario Olivieri, sembra restare inascoltato da quanti nel nostro territorio dovrebbero difendere con forza il corso universitario in scienze infermieristiche che si tiene da oltre un ventennio in città», sottolinea Laudazi, «lo meriterebbero la storia, il prestigio, le aspettative e, soprattutto, le speranze dei circa 200 studenti universitari provenienti da diverse regioni e che abitano, movimentano e vivono economicamente la realtà vastese. Si deve evitare di prospettare scadenti soluzioni al ribasso, che segnerebbero l’inizio di una lenta agonia del corso».

Anna Bontempo

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