Influenza e Covid: i reparti al collasso «Bisogna vaccinarsi»

15 Gennaio 2024

Tra gli ospedali di Chieti e Ortona trovati 10 posti letto in più Il boom dopo le feste. Cipollone: personale sotto pressione

CHIETI. Influenza e Covid, mix infernale per il Santissima Annunziata che, come il resto degli ospedali della penisola, è costretto a fare i conti con il sovraffollamento. Una unità di crisi è stata subito attivata appena dopo le feste natalizie per far fronte al sovraccarico dei reparti.
Tra gli ospedali di Chieti e Ortona sono stati trovati dieci posti letto in più (sei al Santissima Annunziata e quattro al Bernabeo) per decongestionare il pronto soccorso. «Subito dopo il periodo festivo abbiamo registrato un aumento di circa il 35% degli accessi», ha detto il primario del pronto soccorso teatino Emanuele Tafuri, «a un certo punto ci siamo ritrovati ad avere ben 30 pazienti in barella, in attesa che si liberassero posti letto nei reparti. Era come se ci dovessimo occupare di una sorta di nuovo reparto all’interno del pronto soccorso. E a riguardo un ringraziamento va al personale che, al di là del lavoro solito, ha dovuto anche occuparsi dell’assistenza a questi pazienti. Attualmente però la situazione è sotto controllo: nel senso che c’è affollamento ma non sovraffollamento. Anche perché il picco sembra essere passato. Il problema, comunque, resta sempre quello della sanità territoriale che non riesce a fare pienamente da filtro per evitare che i pazienti si riversino in pronto soccorso». E mentre la Asl continua a lanciare appelli alla vaccinazione, sia contro il Covid che contro l’influenza, organizzando open day senza prenotazioni per venire incontro alle esigenze dell’utenza, le feste natalizie hanno gioco-forza contribuito all’aumento esponenziale dei contagi.
«Il picco», ha rilevato il direttore della Clinica medica Francesco Cipollone, «ritengo ci sia stato la scorsa settimana e ci ha creato certamente problemi logistici. Ma ormai l’esperienza maturata nel corso dell'emergenza Covid ci ha abituati a riconvertire aree dell’ospedale per trovare nuovi posti letto. I dieci posti in più sono bastati a decomprimere il pronto soccorso. Certamente il personale sanitario è sotto pressione. Dal periodo natalizio i reparti si sono riempiti e ci siamo dovuti sobbarcare di grossi carichi di lavoro. A molti è stato chiesto di rinunciare alle ferie per non lasciare sguarniti i reparti». Anche per il professor Cipollone, comunque, attualmente «la situazione è sotto controllo. Ritengo che il momento più difficile sia stato superato. Segnali, sia nazionali che locali, ci fanno pensare che il picco dei contagi sia passato e che, sia per quanto riguarda l’influenza stagionale che per quanto riguarda il Covid, si stia piano piano ritornando a una situazione di normalità. L’attenzione resta comunque alta almeno per tutto il mese di febbraio. Negli ospedali, non solo il nostro, purtroppo c’è grande carenza di personale. Mancano i medici, stiamo scontando un errore di pianificazione fatto una decina d'anni fa a cui si può cercare di rimediare cambiando la norma sull’accesso al corso di laurea di Medicina che prevede il numero chiuso. Per quanto riguarda la nostra Asl, per Medicina interna nella scorsa primavera abbiamo fatto un concorso per reperire personale, concorso le cui graduatorie sono già esaurite».
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