Infrastrutture, scuole e frane: ecco i 17 progetti da 83 milioni

2 Luglio 2021

Il Comune illustra il piano che manderà al ministero per intercettare i fondi europei del Recovery plan C’è la realizzazione del ponte che collega Santa Rita al centro. Pupillo: «Così la città cambierà volto» 

LANCIANO. Strade e ponti, messa in sicurezza del territorio da frane e voragini, recupero palazzi storici e realizzazione di scuole, digitalizzazione e interventi sul sociale. Diciassette schede per un totale di circa 83 milioni di euro di interventi. Sono i progetti che il Comune ha mandato alla Regione per girarli al Ministero e cercare di intercettare i fondi del Recovery plan.
LE LINEE «A novembre la Regione ci ha invitato a fare schede per inserire dei progetti sulla città che hanno bisogno di fondi recuperabili dal Recovery plan, i fondi europei», spiega il sindaco Mario Pupillo. «Tutti i settori, assessori e dirigenti si sono messi a lavoro e seguendo le sei linee indicate dal piano, ossia digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, salute, infrastrutture, istruzione e ricerca, inclusione sociale e territoriale, hanno elaborato 17 schede, alcuni progetti esecutivi altri con studi di fattibilità, che disegnano il futuro della città tra opere materiali, come strade e scuole, e immateriali, inclusione sociale, cultura. L’unica linea non affrontata è quella della salute perché non riguarda i Comuni».
GRANDI OPERE Sono progetti da milioni di euro. Si parte con la strada transcollinare Lanciano-Frisa-Poggiofiorito da 20 milioni, il progetto più costoso. «È una strada che parte dalla variante», precisa Pupillo, «dall’imbocco di Olmo di Riccio e arriva a Frisa risalendo il Feltrino da Torre Sansone. Poi la strada si legherebbe al ponte sul Moro. Migliorerebbe sensibilmente i collegamenti tra Lanciano e la zona della Marrucina importante dal punto di vista sanitario, per gli ospedali e industriale. L’attuale strada, infatti, è insicura e piena di curve, percorribile con grandi difficoltà dai mezzi pesanti e dagli autobus. Questa collegherebbe le due zone in 10 minuti».
Poi c’è un polo scolastico «iniziando da zero», cioè una nuova struttura da fare a Villa Andreoli, su terreni comunali, che comprende nido, scuola dell’infanzia, elementari e scuola media per mille alunni: costo 13.745.000 euro. «Il sogno è la costruzione del ponte che collega Santa Rita al centro avvicinando così il quartiere più popoloso della città», dice Pupillo. «Partirebbe dal Pala Masciangelo e arriverebbe al parcheggio di Sant’Antonio attraverso il vallone di via Bergamo, con una delle basi che poggia sull’area della stazione. Un ponte pedonale e ciclabile di 460 metri da 10 milioni di euro». Grandi opere quelle per il risanamento idrogeologico, la chiusura delle voragini del corso e vico Corsea con opere di drenaggio e consolidamento del sottosuolo: una scheda da 9.100.000 euro. «È però un terzo del valore di tutte le opere necessarie per risanare il sottosuolo illustrate dallo studio sul dissesto idrogeologico fatto dal professor Nicola Sciarra dell’università di Chieti», dice il sindaco, «cioè consolidamento dei fabbricati e del terreno di riporto nell’area compresa tra i portici e piazza Plebiscito, pozzi di drenaggio da piazza D’Amico fino alla cattedrale, un nuovo collettore fognario da via Corsea al mercato. E a queste si aggiungono i soldi per le frane a Santa Giusta, via per Orsogna, Santa Maria dei Mesi».
PALAZZI Spazio poi al recupero dei palazzi storici. C’è il calzificio Torrieri, recupero da quasi 3 milioni, per far spazio alla editrice Carabba e all’Its. C’è palazzo Berenga, che ospiterà il museo della rivolta lancianese, la pinacoteca. C’è la trasformazione dell’ex De Giorgio, pallino dell’amministrazione, che vuole creare una struttura alberghiera da 114 letti per i pellegrini, con un parcheggio interrato. Un progetto da 6 milioni.
Inoltre c’è il progetto del social housing nella struttura che però è fermo nelle aule di tribunale. Recupero che passa anche dall’efficientamento energetico di 50 edifici pubblici del comune - un progetto da 4.950.000 euro -, dalla bonifica della ex discarica di Serre da 3milioni, il recupero di alcune strutture comunali per i senza tetto. Ci sono progetti sociali da 5 milioni per l’inserimento dei diversamente abili nel mondo del lavoro, il potenziamento dei nidi e la costruzione di due nuove strutture. E i progetti sulla digitalizzazione, la domotica. «C’è lo sviluppo della città», chiude Pupillo, «e molti sono progetti cantierabili che porteremo avanti. Il problema è capire come si distribuiranno le risorse del Recovery, chi lo farà: noi siamo comunque pronti a riceverle».
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