Inquinamento dei fiumi: sequestri nella cantina

5 Ottobre 2018

Ortona. Blitz della Guardia costiera in una struttura vitivinicola dell’entroterra Sanzioni amministrative ad altri due impianti per le prescrizioni non rispettate

ORTONA. Sequestri per una cantina, mentre altre due strutture hanno ricevuto sanzioni amministrative. È questo il risultato di una serie di controlli effettuati dalla Capitaneria di porto di Ortona negli ultimi giorni a tutela dell’ambiente marino. Il monitoraggio si è soffermato in particolare verso quelle attività a carattere industriale che, attraverso le immissioni nei depuratori pubblici, o comunque nelle acque fluviali, possono arrivare a contaminare le acque marine. Ed è un triste bilancio quello che emerge dal lavoro svolto dai militari della Guardia costiera, che purtroppo ha sancito la presenza di irregolarità capaci di compromettere le condizioni di salubrità dell’ambiente.
Infatti dalle ispezioni effettuate, i militari - su disposizione della Procura di Chieti - hanno sequestrato un’area dedicata alla produzione vini di una azienda dell’entroterra, dove sono stati trovati scarichi non autorizzati di reflui industriali prodotti dall’impianto. Il rappresentante legale dell’azienda vinicola è stato denunciato alla Procura, che ha coordinato le operazioni d’ispezione e sequestro, studiando anche una misura specifica per effettuare il sequestro stesso senza compromettere l’intera attività produttiva della ditta. Questo affinché venisse tutelata la posizione dei tanti soci della cantina che, essendo una cooperativa, si regge sul lavoro di tanti piccoli agricoltori diretti impegnati negli ultimi giorni di vendemmia. Ecco che quindi è stato importante anche il contributo dell’Arta, che ha approvato le specifiche misure da attuare per porre fine immediatamente allo scarico.
L’autorità giudiziaria ha pertanto posto a vincolo solo i pozzi di raccolta dei reflui e una pompa di sollevamento non funzionante, assicurando quindi il trattamento di tutti gli inquinanti attraverso il depuratore aziendale.
Per quanto riguarda i provvedimenti presi verso le altre due cantine in cui sono stati registrati illeciti, le sanzioni sono scattate a causa del mancato rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni ambientali rilasciate. In modo particolare, una di loro è stata oggetto di segnalazione alla Regione per la necessità di rivedere i parametri di funzionamento del depuratore interno. Seppur in regola con i limiti imposti dal provvedimento, infatti, è emerso che lo scarico immesso nella pubblica fognatura conferisce una particolare colorazione alle acque del torrente usato come ricettore finale, che rischia di compromettere così la qualità delle acque marine nel punto in cui sfocia.
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