Inseguimento e spari in aria nella notte

3 Febbraio 2022

Un 18enne non si ferma all’alt: la polizia esplode cinque colpi a scopo intimidatorio, lui fugge ma viene identificato

CHIETI. Un’auto inseguita per quattro chilometri dalla polizia sulle strade di Chieti Scalo. Cinque colpi di pistola sparati in aria dagli agenti a scopo intimidatorio, in aperta campagna, per convincere il conducente a fermarsi. Poi la fuga nei campi, a piedi, nel tentativo di non essere identificato. Ma la squadra volante è riuscita a dare un nome al protagonista della notte di eccessi: C.A., teatino di 18 anni, probabilmente non si è fermato all’alt perché senza patente. Nei suoi confronti è scattata una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata. Nell’auto i poliziotti hanno trovato quattro giovani, due fratelli di Miglianico e due studentesse fuorisede, tutti ventenni e spaventati. «Noi non lo conosciamo», hanno giurato, «ci ha incontrato in strada e si è offerto di darci un passaggio».
LA RICOSTRUZIONE
Tutto comincia verso le 2. C.A., al volante di un’Audi Q3 intestata alla società del padre, nota in viale Benedetto Croce il gruppetto di ragazzi. «Se volete, vi accompagno io a casa», dice loro. I giovani accettano. Ma, anziché riportarli nelle rispettive abitazioni, l’automobilista li invita a fare un giro in macchina. All’altezza della rotatoria di via Ortona, una pattuglia intima l’alt. Ma C.A. – che poi si scoprirà avere la patente per guidare la moto ma non la macchina – non ha nessuna intenzione di fermarsi: accelera e scappa. Inizia così un inseguimento che va avanti per diversi minuti. Il giovane cerca di seminare i poliziotti con manovre pericolose, dirigendosi nella zona di Santa Filomena. Poi imbocca via Mavone e fugge, sempre in auto, nelle campagne circostanti. Gli agenti esplodono cinque colpi in aria, lontano dalle abitazioni, senza alcun pericolo per gli occupanti della macchina. A questo punto sia l’Audi che la volante restano impantanate nel terreno. Il 18enne scende e riesce a dileguarsi. Sul posto è necessario l’intervento dei vigili del fuoco per liberare le auto dal fango. Nel giro di poco tempo il fuggitivo viene identificato. Ora è destinato a finire sotto processo.
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