Insieme per sostenere gli ucraini: solidarietà da cattolici e ortodossi

Don Massimiliano Civinni collabora con padre Anatolj Grytskiv per la raccolta delle donazioni La chiesa di Sant’Antonio allo Scalo piena di materiale da spedire: «Servono medicine e vestiti»
CHIETI . Ucraino, da anni a Chieti come prete ortodosso nella chiesetta di Sant’Antonio allo Scalo, padre Anatolij Grytskiv è diventato subito il punto di riferimento locale per l’organizzazione degli aiuti alla popolazione sotto attacco. La piccola chiesa di viale Abruzzo si è trasformata in una sorta di quartier generale: un via vai continuo di persone con qualcosa da donare, mezzi da caricare e gente a cui dare conforto. Ieri mattina sono arrivati due furgoni dalla chiesa di San Giovanni Bosco di Vasto, dove il parroco don Massimiliano Civinni si è messo subito a disposizione di padre Anatolij. Insieme, fianco a fianco al lavoro per alleviare i dolori della guerra, ortodossi e cattolici hanno riscoperto vicinanze e somiglianze più che differenze.
Padre Anatolij fa parte della chiesa ortodossa di San Costantino ed Elena di Chieti, che appartiene alla sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. A lui fa riferimento anche il nuovo centro per le donazioni aperto dalle associazioni di protezione civile nel centro commerciale Centauro. Domenica, nella prima giornata di apertura, il centro aveva già consegnato a padre Anatolij 15 pacchi. «Su ogni singolo pezzo, su ogni singolo pacchetto di medicine», dice il prete ortodosso, «scriviamo con pennarello indelebile di cosa si tratta in lingua ucraina». Soprattutto con le medicine la traduzione è di fondamentale importanza.
La chiesetta di Sant’Antonio è talmente piena di roba che il prete ortodosso ha dovuto chiedere un posto dove sistemare i prodotti. La generosità dei teatini è esplosa e anche il locale è stato subito trovato. Padre Anatolij ha già mandato furgoni nella sua patria, dove ha ancora la sua famiglia, ma ora cerca un mezzo di trasporto ben più capiente. Questi raggiungono l’Ucraina attraverso la Romania e la Polonia.
«Abbiamo bisogno soprattutto di medicinali, attrezzature da primo soccorso, cibo per bambini, soprattutto latte in polvere, e poi vestiti per bambini», dice, «è arrivata tantissima roba. Non mi aspettavo tale e tanta generosità. Sono davvero sorpreso. E non è generosità solo dal punto di vista materiale. Io non ho più lacrime da piangere, perché tutte le persone che vengono piangono per me. Devo ringraziare tutto il popolo italiano per quello che sta facendo, mostrando un cuore enorme».
Intanto il centro della protezione civile al Centauro è aperto per la raccolta di beni tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Per chi volesse avere informazioni può chiamare Antonio Mancini al 339.8496246 e Mariella De Santo del Kiwanis al 342.1818517.
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