Intasca il ticket, infermiere imputato

Chiesto il processo per un paramedico che non versò i soldi di un paziente alla Asl. Il pm Falasca chiede il processo
CHIETI. Ha intascato i soldi del ticket di un paziente versati per alcuni esami di laboratorio eseguiti al policlinico di Colle dell’Ara. Questo sostiene l’accusa. Il sostituto procuratore della repubblica Giuseppe Falasca ha chiesto il processo nei confronti dell’infermiere del Laboratorio analisi del Santissima Annunziata, Piero Maccione, 62 anni, di Fara Filiorum Petri. Il 2 aprile 2015 si terrà l’udienza preliminare nella quale il giudice per le udienze preliminari dovrà decidere se ci sono le condizioni per rinviare a giudizio l’infermiere. Le indagini condotte dai carabinieri della polizia giudiziaria della procura, coordinati dal luogotenente Bruno D’Antonio, dicono di sì.
La storia è partita dalla denuncia di un paziente. L’uomo, del Vastese, giunse al policlinico per un esame del sangue specifico. I fatti si fanno risalire al 2013. L’uomo parlò con Maccione, in genere allo sportello, a raccogliere le impegnative, l’infermiere gli rispose che al Santissima Annunziata quell’esame non era possibile farlo. Ma aggiunse che ne poteva fare altri che andavano bene ugualmente. Così chiese 220 euro di ticket ma non rilasciò ricevuta, assicurando al paziente che l’avrebbe fatto in seguito, una volta che gli avesse consegnato i risultati degli esami. Dopo una decina di giorni all’incirca, l’uomo chiamò Maccione al telefono, sollecitando sia il risultato degli esami sia la ricevuta. Ma l’infermiere disse che in quel momento non aveva tempo e che gli avrebbe inviato comunque i risultati per fax.
Qualche giorno dopo il paziente chiamò di nuovo Maccione e gli disse che sarebbe partito per Chieti per avere la ricevuta del ticket. Ma l’infermiere disse che quel giorno non stava lavorando di chiamare in seguito. Il paziente incominciò a maturare sospetti. Prese l’auto e si avviò alla volta del Santissima Annunziata. Entrò in laboratorio e si imbattè proprio in Maccione che gli disse che in quel momento aveva molto da fare e che gli avrebbe inviato risultati degli esami per fax. Così fece con il fax quello del policlinico. A quel punto l’uomo si rese conto che probabilmente non avrebbe mai avuto la ricevuta del ticket. Andò all’Urp, Ufficio relazioni con il pubblico. Gli impiegati trasalirono quando il paziente riferì di aver lasciato nelle mani di Maccione ben 220 euro. Il fatto venne segnalato alla direzione della Asl che girò la denuncia alla procura della repubblica.
Intensa l’attività dei carabinieri che hanno fatto diversi sopralluoghi nel Laboratorio analisi. Sono stati interrogati tutti i dipendenti del reparto che, a giudizio degli investigatori, hanno rilasciato dichiarazioni molto interessanti. I carabinieri hanno fatto visita anche negli uffici della direzione generale e amministrativa. Il manager Francesco Zavattaro, si è messo a completa disposizione degli investigatori.
I militari dalle fonti di prova raccolte ritengono che l’uomo di Vasto non sia stato l’unico a aver subito questo trattamento.
I reati contestati a Maccione sono truffa ai danni del paziente, peculato nei confronti dell’ospedale, per aver intascato i soldi del ticket destinati alle casse della Asl, fatto riscontrato con verifiche incrociate sui documenti dell’ospedale e peculato d’uso, per aver usato il fax dell’ospedale nell’invio del risultato di un esame.
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