Inventa una rapina per avere il rimborso

Tabaccaio denuncia: con un coltello alla gola mi hanno preso 13mila euro. Ma le telecamere lo smascherano e scatta la denuncia
CHIETI. Si è inventato tutto per intascare i soldi dell’assicurazione. Ma, a distanza di qualche giorno, i carabinieri hanno scoperto l’imbroglio. Non c’è stata nessuna rapina ai danni del tabaccaio che, lo scorso 12 novembre, aveva denunciato di essere stato assalito da due sconosciuti davanti alla banca Intesa San Paolo di Francavilla. Nessuno gli ha puntato il coltello alla gola e nessuno gli ha portato via l’incasso da ben 13mila euro: è stata solo una messa in scena. Ora per il commerciante, 45 anni, è scattata una denuncia alla procura di Chieti con l’accusa di simulazione di reato.
L’episodio risale a un lunedì di un paio di settimane fa. Mancano pochi minuti alle nove di sera quando l’uomo telefona al 112: «Correte, mi hanno rapinato», dice trafelato. Sul posto arrivano tempestivamente i carabinieri e il tabaccaio racconta di essere stato aggredito nei pressi della filiale sulla Nazionale adriatica. «È successo tutto in pochissimi secondi. Ero uscito dal mio negozio e stavo andando a depositare i soldi nella cassa continua», riferisce agli investigatori. «Non appena sono sceso dalla macchina, si sono avvicinati due uomini. Avevano i vestiti neri e i volti coperti con i caschi integrali. Uno di loro mi ha puntato il coltello e mi ha ordinato di cacciare i soldi. Una volta che hanno preso le banconote, sono fuggiti in direzione nord con uno scooter, probabilmente un Piaggio Beverly. L’accento dei banditi era dell’est Europa, ma non so dire se fossero albanesi o romeni». Già dall’inizio le parole dell’uomo non convincono per niente i carabinieri. Anche perché un incasso così consistente, peraltro coperto da polizza assicurativa, appare fin da subito spropositato per la sua attività. È quanto meno anomalo, poi, che non ci siano testimoni. Quella strada è percorsa quotidianamente da migliaia di auto, sia di giorno che di notte: possibile che nessuno si sia accorto di nulla? La conferma definitiva dell’invenzione arriva dalle immagini delle telecamere. A quel punto i carabinieri convocano il tabaccaio di nuovo in caserma. In un primo momento, il commerciante conferma quanto dichiarato nella denuncia di qualche giorno prima. Ma quando gli investigatori lo mettono alle strette, facendogli presente che dalla videosorveglianza non è emerso nulla, il 45enne non può far altro che confessare.
L’uomo, che ha ammesso di attraversare un momento economico difficile, ha simulato l’aggressione per necessità di denaro. Si ridimensiona notevolmente, dunque, l’allarme sulla sicurezza lanciato dalle associazioni di commercianti dopo una rapina che si è dimostrata, in realtà, totalmente inventata. Nella cittadina adriatica, così come in tutta la provincia di Chieti, gli episodi criminali - rapine e furti compresi - hanno avuto un calo rispetto allo scorso anno.

