Investito e ucciso, indagato il conducente

La tragedia sulla Statale 16. Contestato l’omicidio stradale a un 29enne di Vasto, ma non rischia l’arresto: è negativo all’alcoltest
VASTO. Risiedeva ad Atri ma lavorava ad Ortona come saldatore I.M., il 29enne russo investito alle 3,30 di domenica sulla Statale 16 Adriatica, nel territorio di Petacciato in Molise, da un’Alfa Mito guidata da un coetaneo di Vasto. I carabinieri sono riusciti a rintracciare i genitori che abitano a Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso.
La coppia ha identificato il figlio. Subito dopo la salma è stata sottoposta ad ispezione cadaverica. Al momento dell’incidente la vittima pare stesse tornando a casa dei genitori, con i quali aveva trascorso la giornata di sabato. La sera, poi, era andato a divertirsi in una discoteca di Petacciato marina. Poco dopo le 3 è uscito dal locale e alle 3,30 è morto travolto dalla Mito diretta a Vasto.
Indagato per omicidio stradale colposo il 29enne di Vasto che guidava la vettura. Anche se i carabinieri definiscono l’incidente mortale «una tragica fatalità». L’indagato è risultato negativo ai test tossicologici e alcolemici. Non rischia quindi l’arresto. Resta da chiarire perché I.M., dopo la serata in discoteca, avesse deciso di tornare a casa a piedi. Il ragazzo viveva in Abruzzo da diversi anni. I carabinieri, coordinati dal maggiore Fabio Ficuciello della compagnia di Termoli, stanno cercando attraverso le testimonianze di ricostruire le ultime ore di vita del giovane. Dalla discoteca al luogo della tragedia la distanza è di circa un chilometro. È strano che il 29enne fosse uscito da solo e si fosse incamminato sulla Statale Adriatica. Al momento della tragedia pare che stesse urinando sul ciglio della strada. Probabilmente si è spostato oltre la linea che delimita la carreggiata ed è stato travolto. La salma si trova ancora all’obitorio dell’ospedale San Timoteo di Termoli, ma i magistrati non ritengono necessario eseguire l’autopsia. Non appena la Procura riconsegnerà il feretro ai familiari saranno celebrati i funerali. Non si sa ancora se le esequie del giovane si terranno in Abruzzo o in Molise, né se dopo il rito funebre la salma verrà rimpatriata in Russia.
Il ragazzo che guidava la Mito è distrutto. I rilievi e le testimonianze depongono a suo favore. L’incidente è stato una tragica fatalità. Nei suoi confronti non ci sono le aggravanti previste in caso di investimento mortale. Resta il trauma per la terribile esperienza vissuta. Il giovane vastese è stato il primo a soccorrere I.M. e a chiamare i carabinieri. Ai militari ha raccontato che I.M. era coperto dall’oscurità. L’automobilista si è accorto di avere investito la vittima solo dopo aver sentito l’impatto del corpo di I.M. contro la macchina. Quando ha fermato la vettura ed è sceso ha visto il corpo straziato del ventinovenne russo sull’asfalto. Una immagine che difficilmente riuscirà a dimenticare. (p.c.)
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