«Io, faccia a faccia con il lupo: così sono scampato alla morte»

Costantino D’Ettorre, 54 anni, è il lavoratore della Denso aggredito sulla pista ciclabile di San Salvo: «Se al mio posto ci fosse stato un bimbo, sarebbe successa una tragedia. Sono ancora sotto choc»
SAN SALVO. «Ho avuto paura di morire. Ho vissuto una esperienza che non auguro a nessuno». Costantino D’Ettorre, 54 anni, l’operaio della Denso aggredito tre giorni fa sulla pista ciclabile di San Salvo Marina da un lupo, è ancora sotto choc.
IL RACCONTO
«È stato terribile», racconta al Centro. I carabinieri forestali hanno avviato una indagine. L’operaio è stato contattato dai militari. Anche la Asl ha chiamato D’Ettorre per avere ulteriori informazioni sull’accaduto. E mentre il legale dell’operaio, l’avvocato Luca Damiano, prepara un ricorso contro la Regione, D’Ettorre lancia un appello alle autorità preposte. «Fate qualcosa e fatelo presto. Io ho visto la morte in faccia. Se al posto mio sulla pista ciclabile ci fosse stata la ragazzina in bicicletta passata prima di me, le conseguenze sarebbero state tragiche». Poi rivolto a quanti ancora non credono che ad aggredirlo sia stato un lupo, l’operaio risponde: «Sono più che sicuro. Conosco molto bene gli animali. L’animale che ha addentato il mio braccio era proprio un lupo. Non era un cane selvatico».
«NON MI HANNO CREDUTO»
D’Ettorre ripercorre i terribili minuti che ha vissuto. «Stavo passeggiando sulla pista ciclabile. Non correvo, né facevo qualcosa che avrebbe potuto spaventare un animale. All’improvviso dalla vegetazione che costeggia la pista, non lontano dalla chiesa della Marina, è sbucato fuori il lupo e ringhiando mi si è avvicinato. Io non posso averlo infastidito perché non lo avevo neppure visto. Sono rimasto fermo. Non è servito a nulla. L’animale ha tentato di saltarmi addosso. Istintivamente ho sollevato il braccio destro per proteggermi. Il lupo ha azzannato il braccio, ma ha cercato di mordermi anche altrove. Mi sono dimenato e ho cercato di respingerlo a calci. Ho chiamato la polizia locale ma non mi hanno creduto: hanno pensato che stessi raccontando sciocchezze. Dopo un altro tentativo di aggressione il lupo ha desistito ed è scappato. Stavo malissimo. A fatica ho raggiunto la postazione della Medicina turistica. L’infermiera è stata gentilissima, mi ha medicato ma mi ha consigliato di andare in ospedale. È stato un amico a portarmi al pronto soccorso dell'ospedale San Pio. Per fortuna i morsi non hanno leso i tendini né i nervi. La prognosi è stata di otto giorni. Il braccio però mi fa ancora molto male. Ripeto: ho pensato di morire e questo non deve accadere a nessun essere umano. La pista ciclabile è frequentata da sportivi e persone di ogni età. Tantissimi ciclisti. Assurdo che in un posto che dovrebbe essere un’oasi di tranquillità arrivi il lupo».
LA BATTAGLIA LEGALE
Dello stesso parere è l’avvocato Damiano, che sta preparando una denuncia con richiesta di risarcimento alla Regione. «Per i danni da fauna selvatica», spiega il legale, «è questo l’ente responsabile. Esiste un piano faunistico venatorio. Ne sto prendendo visione per valutare il da farsi».
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