«Io, inseguita e molestata in strada»

Il racconto di una dipendente comunale uscita dal lavoro: l’incontro in un vicolo
LANCIANO. Uno sconosciuto la segue all'uscita da lavoro e la molesta con avances pesanti. È la disavventura capitata a una dipendente del Comune di Lanciano e che la donna ha deciso di raccontare sui social. L'episodio è avvenuto martedì pomeriggio, intorno alle 17.30, nel centro storico della città. «Per andare a riprendere l'auto nel parcheggio dove la lascio solitamente, attraverso un vicolo dove non c'era nessuno», racconta la donna che tiene a precisare anche come fosse vestita (pantaloni lunghi, sneakers e piumino), «ad un certo punto mi si affianca un tizio che inizia a dirmi che sono bella, che mi vede sempre passare e oggi ha deciso di seguirmi. Mi chiede dove abito, cosa che ovviamente non gli dico, e poi mi dice che lui abita lì vicino e vuole farmi un massaggio privato! Chiaramente dico di no...e credo che la mia espressione abbia anche detto tante altre cose. Al che lui mi dice: "Eddai ...guarda che io sono marocchino”. E io sempre più incazzata: “Quindi???” Lui: “Quindi sono bravo”. Io che ormai vedevo rosso come un toro: “Sì vabbè, ti ho detto di no! Ciao”. E grazie al cielo ero arrivata alla macchina e me ne sono andata», racconta la dipendente comunale che poi si interroga: «Secondo voi questa è una molestia? Voi, al posto mio, cosa fareste? Cambiereste strada domani? Vi pare normale, o giusto, che una donna debba cambiare abitudini per evitare avances? Da quelle mi so difendere, ma da eventuali follie che passino in mente a soggetti che si comportano così, non so. Certo questa non è violenza fisica, ma è il concetto che sta alla base che mi inquieta».
Sulla vicenda è il vicesindaco Danilo Ranieri a lanciare un messaggio: «Non conoscevo l'accaduto ma esprimo la mia solidarietà alla dipendente. Allo stesso tempo invito chiunque a non fare spallucce, a non girarsi dall'altra parte e a prestare prima di tutto soccorso umano e civile alle vittime. E a chi subisce questi comportamenti, dico di non lesinare a rivolgersi all'autorità giudiziaria o alle forze dell'ordine, per denunciare o segnalare in via cautelativa episodi come questo. Questa persona potrebbe importunare un'altra donna oppure una minorenne, magari anche in un'altra zona della città. Non abbiamo i mezzi per controllare tutto il territorio, le telecamere sono elementi passivi, ma non evitano il pericolo immediato. Questo si evita se facciamo società civile». (s.so.)
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