«Io malato, costretto a controlli fuori città»

20 Novembre 2015

L’odissea di Spadaccini, ex presidente Avis: non si possono fare trasferte anche per esami di routine

VASTO. «Carissimo assessore le chiedo il diritto alla prevenzione e alla cura per chi come me ha sofferto di grossi problemi di salute e ha diritto a fare controlli puntuali e mirati». Comincia così la lettera-appello che Michele Spadaccini, ex presidente dell’Avis di Vasto, indirizza all’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. La richiesta arriva dopo che Spadaccini ha verificato personalmente l’impossibilità di poter fare, a Vasto, esami che altrove fanno parte della normalità.

«Qualche tempo fa mi è stato diagnosticato un tumore. Sono andato a Milano e nel capoluogo lombardo sono stato curato egregiamente. Il peggio è passato, ma è assolutamente necessario per me eseguire controlli periodici», racconta al Centro Spadaccini, «fra questi controlli c’è l’ecografia del torace e l’ecocardiogramma. Bene, dopo aver atteso sei mesi, ieri mi è stato detto che per l’ecografia del torace devo andare a Gissi e per l’ecocardiogramma a Termoli , in un’altra Regione e in un’altra Asl. Ma possibile che al San Pio non sia più possibile fare controlli? Possibile che i vastesi debbano essere condannati a dolorose e costose trasferte anche per degli esami che dovrebbero essere di routine? Perchè Pescara e Chieti, che distano fra loro pochi chilometri, hanno apparecchi doppi e Vasto è stata, invece, spogliata e mortificata? Fa ancora parte della regione Abruzzo? Il San Pio è ancora un’ospedale o è destinato a diventare solo un ambulatorio? Non è giusto che chi si ammala in questa città, dopo l’angoscia, il dolore e la sofferenza, debba anche trasformarsi in un pendolare dei controlli», si sfoga Michele Spadaccini.

«Caro assessore, io credo che ogni cittadino di questa regione, sia che abiti a Pescara sia che abiti a Vasto, abbia diritto a cure e controlli adeguati. Quello che accade a Vasto non è giusto. La politica locale e regionale devono porre rimedio a questa grandissima ingiustizia. Il malato ha diritto alle cure e agli esami diagnostici. Non tutti sono in condizioni economiche tali da permettersi costose trasferte. La salute è essenziale. L’assessorato alla Sanità deve garantire al malato cure ed esami senza costringerlo ad andare fuori. Vasto esiste ed è abitata da vastesi che si ammalano ed hanno diritto come i cittadini dell’area metropolitana Chieti-Pescara a curarsi. Mi appello al suo buon senso e sono certo che le basterà verificare l’odissea che un malato deve sopportare per porvi rimedio». (p.c.)

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