«Io, ricercatore Cotir, penso al suicidio»

4 Ottobre 2017

La lettera di un dipendente del Centro per le tecniche irrigue che da 27 mesi non prende stipendi

VASTO . «Non sono più in grado di pagare l’affitto e le utenze e per questo mi sono dovuto trasferire a casa dei miei genitori, che per fortuna sono ancora vivi, con tutta la mia famiglia. I miei figli mi vedono ogni sera piangere e mi chiedono cosa stia succedendo. Ma per quanto tempo un uomo può sopportare una situazione del genere? Lo so che bisogna essere forti in certi momenti ma non posso fare a meno di pensare a un gesto estremo che in qualche modo sarebbe per me liberatorio. Non so se in questa eventualità la politica si renderebbe conto e si facesse carico, almeno moralmente, della responsabilità di aver ucciso un uomo». È il drammatico sfogo di un ricercatore del Cotir che da 27 mesi non prende lo stipendio e non sa quando e come potrà avere i soldi che gli spettano, oltre ad un futuro lavorativo certo. L’uomo invoca l’anonimato per non turbare oltre i figli e la famiglia. «Il mio non è soltanto il grido di dolore di un lavoratore che si è visto privare di un diritto sancito dall’articolo 36 della Costituzione (“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”) ma il grido disperato di un padre e di un marito che ha fallito e che non è più in grado di assicurare alla sua famiglia nemmeno un pasto caldo o un posto al coperto in cui vivere», prosegue la lettera del ricercatore.«La stessa politica, che si è sempre riempita la bocca affermando che il Cotir era il fiore all’occhiello della nostra Regione ora ci ha abbandonato. Oggi purtroppo la politica si è dimenticata di tutte queste belle parole dette probabilmente per accaparrarsi consensi elettorali e ha deciso che il Cotir e le tante attività realizzate in questo territorio vastese non servono più a questa Regione e per questo dobbiamo morire nel peggiore dei modi, con una lenta agonia, dopo aver disatteso tutte le promesse fatte in questi tre anni. I commissari liquidatori hanno abbandonato la nave e si sono dimessi dopo aver rigettato le colpe sulla Regione che non vuole più finanziare la ricerca pubblica, perlomeno quella nel territorio di Vasto. Infatti, dei tre centri di ricerca solo uno è uscito dalla fase liquidatoria, conservando ancora molti problemi economici. Il Cotir, invece, non merita di continuare a esistere e per i suoi dipendenti al momento non è prevista nessuna ricollocazione», annota il ricercatore chiedendo risposte dalla Regione.
Una risposta la chiede anche il senatore del M5S, Gianluca Castaldi. «Il Cotir è un’eccellenza del Vastese. Perché la Regione lo ha condannato a morte? I ricercatori sono professionisti di alto livello. Non meritano di essere trattati così», dice Castaldi che, come tre anni fa, ha intenzione di presentare una interrogazione in Senato.(p.c.)
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