Ipab, i “senza stipendi” vanno in piazza

28 Aprile 2015

Presidio dei lavoratori agli Istituti Riuniti. Recubini: non ci sono soldi. E Di Primio (debitore di 200mila euro) sollecita la Asl

CHIETI. Un presidio pacifico allestito davanti all’ingresso degli Istituti riuniti San Giovanni Battista per denunciare il mancato accreditamento dello stipendio promesso ieri mattina. I lavoratori delle ex case di riposo, tutti rappresentati dalla sigla sindacale Diccap Confsal, protestano in piazza Garibaldi. Il presidente dell’organismo straordinario delle case di riposo, Dario Recubini, replica. «L’anticipazione di cassa da 800 mila euro concessa dalla banca è stata utilizzata per pagare gli stipendi erogati finora al personale. I soldi, adesso, sono finiti», afferma Recubini, «e se non arrivano i contributi arretrati dovuti dai Comuni e dalla Asl non potrò pagare nessun altra mensilità».

Una situazione difficile che sta allarmando i 72 lavoratori a libro paga degli Istituti riuniti che hanno incassato la solidarietà del sindaco Umberto Di Primio che, ieri, ha chiesto al presidente D’Alfonso di sollecitare di nuovo i pagamenti della Asl non comunicando, però, quando il Comune salderà i suoi debiti. «Il dottor Recubini», lamenta una manifestante, «ci ha detto che riceveremo al massimo due mensilità nei prossimi sei mesi. É una vergogna». Più agguerrita Serenella, dipendente di lungo corso del San Giovanni Battista. «Siamo sott’organico e copriamo turni massacranti. Il lavoro non ci ha mai spaventato», dice, «ma non essere pagati sì. Io ho una famiglia da mandare avanti». Tanto che la donna sventola davanti a Recubini, in procinto di guadagnare il suo ufficio, una bolletta della luce scaduta. «Chi la pagherà presidente?», chiede la dipendente. Il quale allarga le braccia. «I soldi non ci sono», ribatte. Eppure le istituzioni e i politici di tutti gli schieramenti avevano promesso mari e monti fino alla scorsa settimana come fa notare Smeraldo Ricciuti, responsabile Diccap-Confsal e candidato. «L’assessore alla sanità Silvio Paolucci aveva assunto impegni precisi sugli Istituti riuniti davanti al prefetto mentre il presidente della Regione Luciano D’Alfonso», ricorda Ricciuti, «aveva annunciato di intercedere con la Asl per il pagamento di una parte dei cospicui arretrati vantati dalle ex case di riposo. Aspettiamo fiduciosi buone nuove». Che ieri mattina non sono arrivate. Intanto Recubini è schietto come sempre. «I Comuni ci devono 800 mila euro, 200 mila euro solo il Comune di Chieti, mentre dalla Asl», sottolinea Recubini, «dobbiamo avere oltre 2 milioni di euro. La verità è che questa struttura perde 350 mila euro all’anno perché le rette non bastano a pagare le spese ordinarie di un istituto che ha 72 dipendenti di cui solo 37 impiegati nell’assistenza delle persone ricoverate».