Irap non dovuta, medico risarcito dal Fisco

4 Luglio 2014

Il professionista aveva versato 30mila euro in sei anni, ma la commissione tributaria gli dà ragione

VASTO. Ammonta a 30mila euro il rimborso che l'Agenzia delle entrate ha corrisposto ad un medico di Medicina generale del Vastese per i versamenti Irap effettuati nello svolgimento della professione. Il professionista, assistito dall'avvocato Luca Damiano di Vasto, dopo aver presentato ricorso alla Commissione Tributaria di Chieti, si è visto restituire l'intera somma versata maggiorata di interessi e rivalutazione monetaria.

Il dottor L.G. è medico di base in convenzione con la Asl Lanciano-Vasto-Chieti dalla quale percepisce compensi mensili, in parte fissi ed in parte variabili. Svolge l'attività professionale in uno studio medico in affitto e versa dall'anno 2005 al 2011 l'Irap per l'espletamento del proprio lavoro. In totale la somma è di 30mila euro della quale richiede successivamente il rimborso. «Questo sulla base di un consolidato indirizzo giurisprudenziale della Suprema Corte secondo cui il medico di famiglia che nell'organizzazione del suo studio si limita al rispetto di quanto previsto dalla Convenzione con il Servizio sanitario nazionale non è tenuto al pagamento dell'Irap»spiega il legale. «Si ritiene che questa categoria, nell'ambito dell'esercizio della propria attività convenzionale, non possedendo una struttura autonomamente organizzata, così come ampiamente definito dalla Cassazione, siano esclusi dall'applicazione della tassa mancando il presupposto impositivo così come indicato da un decreto legislativo» aggiunge l'avvocato Damiano. Il medico convenzionato per la Medicina generale esercita il proprio incarico, ottenuto a seguito di concorso per titoli e l'iscrizione in speciali elenchi, sotto il potere di sorveglianza dell’azienda sanitaria di riferimento, in quanto deve svolgere attività ambulatoriale nella località che gli viene assegnata, non può superare il numero massimo di 1500 assistiti ed è tenuto ad osservare un orario settimanale di apertura dell'ambulatorio e di visite domiciliari, ha l’obbligo di preventiva comunicazione del periodo di ferie ed ha il trattamento economico stabilito dal Contratto collettivo nazionale di categoria. «Sono tanti i medici di base che hanno erroneamente versato nelle casse dello Stato l'imposta non dovuta e che hanno la possibilità di richiederne il rimborso che, in alcuni casi, è consistente» conclude l'avvocato Damiano.

Simona Andreassi

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