«Iscrivete i figli a San Leonardo»

3 Febbraio 2017

Pochi bimbi alla primaria della contrada, appello delle mamme degli alunni per avere lo scuolabus

ORTONA. Venti iscritti alla scuola dell’infanzia, 53 a quella primaria e il desiderio di molti genitori di ridare slancio ai plessi di Villa San Leonardo. Le due strutture scolastiche di questa zona periferica di Ortona soffrono di mancanza di iscrizioni nonostante l’ottima offerta formativa, testimoniata dalla soddisfazione di diverse mamme che confermano: «È la scuola ideale per i nostri figli». Eppure i numeri non sembrano andare di pari passo con la qualità del servizio messo sul piatto. Le scuole del centro di Ortona continuano ad avere maggiore appeal, anche per le famiglie che vivono nelle contrade. Sarebbero due i motivi principali: uno dovuto al classico mito che dà lustro alle aree centrali di una città rispetto a quelle periferiche, l’altro al collegamento non perfetto con gli scuolabus. Ed è proprio su questo secondo punto che le mamme degli alunni di seconda e terza elementare premono: «Chiediamo alle istituzioni l’installazione di un bus che permetta ai bimbi di altre zone di Ortona di raggiungere i plessi di Villa San Leonardo». La scuola dell’infanzia e la primaria in questione servono di solito aree come quella di contrada Gagliarda, Villa Torre, San Donato, Bardella, ma ci sono anche famiglie di un altro comprensorio di Ortona che portano i figli in queste strutture scolastiche. «E ce ne sono altre ancora che vorrebbero fare lo stesso, però non hanno né il tempo né le disponibilità, anche economiche, per lasciare e riprendere quotidianamente i bimbi da scuola», dicono le mamme della seconda e terza elementare, «se oltre allo scuolabus che fa il giro delle contrade di questa zona, ce ne fosse un altro che ad esempio dal centro raggiungesse i plessi di San Leonardo, siamo sicure che le adesioni crescerebbero». Insomma per i genitori le scuole di questa contrada ortonese, che fanno parte dell’Istituto comprensivo 2 (dirigente scolastico Lidia Diana Gallucci), ha enormi potenzialità. Anzi, sono proprio loro a voler sfatare il mito della differenza tra i plessi del centro città e di periferia: «I bimbi sono seguiti con attenzione anche qui, hanno la possibilità di fare attività all’aperto e laboratori di vario genere». Un discorso valevole anche per la scuola dell’infanzia che, come sottolineano le insegnanti, «prende parte a diversi progetti in aggiunta alle attività finalizzate al raggiungimento degli obiettivi formativi previsti nelle nuove indicazioni nazionali».

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