Ispettorato del Lavoro, è protesta

Manifestazione contro i tagli al personale: i sindacati dal prefetto
CHIETI. Anche l’Ispettorato territoriale del Lavoro di Chieti-Pescara decide di scendere in stato di agitazione. Con la manifestazione di ieri mattina davanti alla sede del Theate Center, la filiate teatino-pescarese ha aderito alla manifestazione nazionale di protesta dichiarata da tutte le sigle sindacali presenti (Flp, Fp Cgil, Cisl, Uilpa, Confintesa, Confsal Unsa e Usb). Il motivo della protesta risale al fatto che i lavoratori dell’Ispettorato, transitati dal ministero del Lavoro nel 2017 in un’agenzia costituita a seguito del Job Act, non sono stati ricompresi nel Dpcm di ripartizione delle somme destinate alla perequazione delle indennità di amministrazione del personale dei ministeri, ora in corso di registrazione alla Corte dei conti. I dipendenti dell’Ispettorato sono inquadrati nel comparto funzioni centrali, dove sono inseriti tutti i ministeri e finora hanno percepito la stessa indennità di amministrazione. Ma al momento del riallineamento delle cifre, sembra che siano stati dimenticati. L’Ispettorato del lavoro di Chieti è stato accorpato qualche anno fa a quello di Pescara. La filiale teatino-pescarese, diretta da Luca Camplese, comprende 83 dipendenti tra le due sedi di Chieti e Pescara. Gli ispettori del lavoro sono una cinquantina, di cui una parte assegnati alle attività amministrative di supporto. Anche questo settore sconta il problema della carenza d’organico.
Una delegazione sindacale composta da Gianluigi Pascuzzi, Roberta Fanciulli e Andrea De Risio ha incontrato ieri il prefetto Armando Forgione che ha riconosciuto la legittimità della protesta e si è impegnato a portarla all’attenzione degli organi centrali, attraverso un coordinamento con le altre prefetture.
I dipendenti dell’Ispettorato di Chieti-Pescara sperano anche nell’intervento di Orazio Parisi, direttore centrale vigilanza, responsabile nazionale cioè dell’attività ispettiva, che è stato il direttore della sede pescarese alla vigilia dell’accorpamento con Chieti. «Da una parte si grida a gran voce l’importante lavoro di prevenzione e tutela della salute sui luoghi di lavoro», lamentano i sindacati, «e dall’altra parte si dimentica di fornire risorse umane e finanziarie necessarie al potenziamento delle azioni di contrasto delle irregolarità». (a.i.)

