Istituto Salesiani, la metà chiude

Ortona, non ci saranno più gli alloggi. Ma restano i corsi già avviati, oratorio, palestra e campetti
ORTONA. Ortona dice addio a un pezzo della sua storia. Una parte dell'Istituto Salesiano, infatti, a partire da questa settimana rimarrà chiusa. Si tratta del blocco relativo al complesso dove sono presenti gli alloggi, che concedeva la possibilità di accogliere persone all'interno della struttura del quartiere Don Bosco. Subirà, purtroppo, un ridimensionamento anche la scuola professionale che ha formato nel corso degli anni migliaia di ragazzi. Una decisione dovuta all'impossibilità dell'opera salesiana di continuare a gestire come in passato l'intero istituto. Per quel che riguarda la scuola, come confermato dal direttore uscente dei salesiani di Ortona, don Ezio Rossi, «i collaboratori laici porteranno avanti i corsi già avviati e si cercherà di continuare a fornire il servizio con dei progetti come quello di Garanzia Giovani. Si proverà a fare il possibile, purtroppo dobbiamo far fronte al fatto che non avremo più né fondi sociali europei né contributi statali per la formazione professionale». Continueranno ad essere a completa disposizione delle persone, tuttavia, l'oratorio, la palestra, la parrocchia, i campetti e soprattutto il soggiorno proposta coordinato da don Gigi Giovannoni, al quale nei prossimi giorni si affiancherà un altro salesiano, la cui identità deve ancora essere ufficializzata. Chi invece saluta Ortona è proprio don Ezio Rossi, che dopo due anni di permanenza in città è destinato ad un importante oratorio di Civitanova Marche: «È un dispiacere per me lasciare Ortona, si era creata una grande empatia con i giovani e con le famiglie», ha commentato il direttore uscente dell'istituto, «ma ad ogni modo la comunità salesiana continuerà ad essere attiva». Al suo posto, infatti, è arrivato don Giovanni Dell'Utri, giovane salesiano di origini siciliane ma con sulle spalle già un'esperienza da missionario in Africa. Rimarrà ad Ortona per tre anni, dove garantirà la presenza di una congregazione che ha fatto la storia della città.
Alfredo Sitti

