Italia Nostra: il tram-treno sull’ex ferrovia

Lanciano. Il presidente Vinciguerra: no alla trasformazione del tracciato in sola pista ciclopedonale
LANCIANO. Rilancio del progetto di un tram-treno sulla tratta San Vito Chietino-Castel Frentano, anche per risolvere i problemi di congestionamento del traffico, ed eventuale affiancamento alla strada ferrata di una pista ciclopedonale. È la proposta di Italia Nostra per l'ex tracciato ferroviario Sangritana, che Tua e Regione vogliono convertire in un percorso ciclabile che colleghi la costa alle aree interne e che si connetta alla Via Verde della Costa dei trabocchi. Del progetto, promosso dall'ex assessore regionale Nicola Campitelli e finanziato con 4,5 milioni di euro, si sta occupando la società unica abruzzese di trasporto che ipotizza di non smantellare sedime e binari ma di ricoprirli con piastre in cemento e resina, mantenendo aperta anche la possibilità del transito di un piccolo mezzo elettrico per il trasporto pubblico. Secondo Italia Nostra, invece, è questa la priorità da dare per la valorizzazione dell'ex tracciato.
L'associazione regionale ha promosso, nelle scorse settimane, un incontro con i sindaci di Lanciano, San Vito, Treglio, Perano, Atessa, Bomba, Archi, Colledimezzo, Pietraferrazzana, Villa Santa Maria, che si è svolto nella ex Casa di conversazione, per parlare delle problematiche del trasporto su ferro nel Sangro-Aventino. «Siamo contrari alla trasformazione dell'ex ferrovia in pista ciclopedonale», afferma il presidente regionale Pierluigi Vinciguerra, «la bici da sola non porterà niente. È invece riattivando un vettore come il tram-treno che si darà la possibilità a turisti, cicloamatori, pedoni, disabili di immettersi a pettine sul nostro territorio, poiché in questo modo si collega il mare alla montagna e alla collina. Ma non c'è solo la costa, va considerato anche tutto il territorio del Sangro-Aventino che ha perso tanto da quando il treno non passa più».
La storica Ferrovia Adriatico Sangritana, linea centenaria, secondo Italia Nostra andrebbe sottoposta a vincolo da parte della Soprintendenza regionale. «La riattivazione di un vettore bloccherebbe anche il flusso di auto verso Lanciano», aggiunge Vinciguerra, «che è rimasta isolata dal sistema trasportistico regionale. Bisogna ricentrare il discorso su Lanciano e puntare a una progettazione della ferrovia condivisa tra i sindaci e la Tua. Seguiranno altri incontri e iniziative congiunte, vogliamo sensibilizzare al tema anche la nuova giunta regionale». (s.so.)
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