Iva in ritardo, assolto l’ad Virtus

La società paga l’imposta dovuta al fisco con gli interessi: Claudio Di Menno Di Bucchianico esce pulito
LANCIANO. Si è chiuso con una assoluzione il processo per evasione fiscale che ha coinvolto la Virtus Lanciano 1924 e il suo legale rappresentante, Claudio Di Menno Di Bucchianico. La società della famiglia Maio, ora in liquidazione, aveva avuto problemi con il fisco per il mancato pagamento dell’Iva relativa al 2012, pari a 425.775 euro, e che era costato alla Virtus, nella stagione calcistica 2015-2016, un deferimento e un punto di penalizzazione in classifica e al suo rappresentante legale il processo per evasione fiscale. In tribunale ha risposto Di Menno Di Bucchianico in quanto è rappresentante legale della società al posto dei proprietari, i fratelli Guglielmo e Valentina Maio, dal 2011. Il procedimento penale si è chiuso positivamente, a differenza di quanto accaduto alla squadra di calcio, sparita dai campionati professionistici per la mancanta iscrizione in Lega Pro, dopo la retrocessione avvenuta per le penalizzazioni ricevute in campionato per violazioni Covisoc da parte della società (la Virtus Lanciano ha mantenuto solo il settore giovanile). Ieri dinanzi al giudice Andrea Belli il legale di Di Menno Di Bucchianico, Paolo Sisti, ha dimostrato l’avvenuto pagamento non solo dell’Iva, ma anche delle sanzioni e degli interessi seguenti per circa 70.000 euro. Era stato lo stesso avvocato a chiedere, e ad ottenere dal giudice, che si applicassero le nuove norme in materia tributaria che prevedono che il reato di evasione fiscale si può estinguere pagando ovviamente l’Iva, oltre alle sanzioni e agli interessi che scattano automaticamente da parte dell’Agenzia delle entrate dal giorno dopo il ritardo nel pagamento dell’imposta. Il giudice Belli aveva poi concesso due proroghe per il pagamento di Iva, interessi e sanzioni. Nella prima proroga, scaduta a luglio, la società aveva pagato parte del debito, con la seconda proroga è stato estinto del tutto, pochi giorni fa. «L’Iva pari a 425.775 euro era stata già pagata nei mesi scorsi», spiega l’avvocato Sisti, «bisognava versare interessi e sanzioni che ammontavano a circa 70.000 euro. La Virtus (i Maio, ndc) hanno ultimato i pagamenti ad inizio mese e siamo riusciti a presentare quindi al giudice le certificazioni degli avvenuti pagamenti». Di Menno Di Bucchianico è stato quindi assolto -rischiava una condanna pecuniaria- perché il reato è stato estinto essendo stati pagati i circa 495.000 euro dovuti al fisco. Si è chiusa quindi positivamente la parte penale di una vicenda di mancati pagamenti che, a livello sportivo, sono costati caro alla squadra, retrocessa, e poi alla società, scomparsa dai campionati professionistici.
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