Jacopo, autopsia per chiarire la morte

5 Settembre 2014

Oggi l’esame poiché i riscontri diagnostici non hanno fugato i dubbi sul decesso del bambino di 11 anni. Domani i funerali

CARPINETO SINELLO. Ore di attesa per i genitori di Jacopo Mastronardi, 11 anni il bambino morto mercoledì mattina all’ospedale San Pio. Il primario del Pronto soccorso, Lorenzo Russo, al termine dei riscontri diagnostici eseguiti ieri mattina, ha ritenuto necessaria una perizia necroscopica più approfondita e per questo ha chiesto l’autopsia sul corpo del ragazzinio. L’autopsia comincerà oggi verso mezzogiorno.

Il mistero del malessere. Quando mercoledì Jacopo è arrivato in ospedale era cianotico e non riusciva a respirare. Era in stato di shock respiratorio e per questo i medici del 118 lo avevano intubato. Pochi minuti dopo ha cessato di vivere. La Tac è stata eseguita post mortem . Non è escluso che il bambino possa essere stato stroncato da una patologia congenita mai diagosticata. Jacopo si era sentito poco bene martedì. Accompagnato dai genitori nell’ambulatorio del medico di base, si era ripreso. Il medico aveva tuttavia disposto una serie di accertamenti che il bambino avrebbe dovuto fare mercoledì. Purtroppo non ha fatto in tempo. L’autopsia chiarirà che cosa è successo. L’esame sarà eseguito all’obitorio del San Pio dal responsabile del servizio medico legale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Pietro Falco.

L’inutile corsa verso l’ospedale. Antonello Donatelli non riuscirà più a dimenticare quei terribili momenti seguiti al malessere che ha colpito Jacopo Mastronardi. «Quando Jacopo si è sentito male, abbiamo capito tutti che non si trattava di un malessere passeggero. La famiglia ha chiamato il 118. Per accorciare i tempi del soccorso, Donatelli, amico di famiglia, ha caricato Jacopo in auto e lo ha portato a Gissi consegnandolo ai medici», racconta Andrea Zoppis, consigliere comunale di Carpineto e amico della famiglia Mastronardi. Una volta arrivato al San Pio il piccolo è stato subito affidato ai medici rianimatori. Sono stati loro a portarlo in Radiologia per la Tac che purtroppo è stata eseguita post mortem. Il cuore di Jacopo infatti si è fermato prima.

Una vita spezzata. In paese assicurano tutti che Jacopo è sempre stato un bambino sano. Domenica era in piazza insieme ai coetanei e con loro si preparava a riprendere la scuola. Fra qualche giorno Jacopo avrebbe iniziato la scuola media. Papà Italo, dipendente Sevel, e mamma Floriana lo avevano iscritto a Gissi. Era bravo Jacopo. Amava le nuove tecnologie. Attento alle novità e dotato di una incredibile capacità mnemonica, apprendeva tutto in pochissimo tempo. Il suo futuro probabilmente sarebbe stato l’informatica. Appena poteva concentrava la sua attenzione sul wi-fi. Nato sette anni dopo il fratello maggiore Isacco, era amatissimo da quest’ultimo. Isacco adorava Jacopo e per Jacopo il fratello maggiore era un esempio da imitare. «Erano attaccatissimi. Per Isacco la morte del fratello è un dolore immenso», confermano gli amici.

I funerali. Il rito funebre sarà celebrato domani mattina nella chiesa di San Michele Arcangelo. La salma dovrebbe essere riconsegnata oggi pomeriggio ai genitori e trasferita in paese, forse nell’abitazione di famiglia, per la veglia funebre. Domani mattina durante le esequie si fermerà in segno di lutto l’intero paese. Ai funerali sarà presente il sindaco Antonio Colonna, l’amministrazione comunale, una delegazione di lavoratori della Sevel e molti studenti e alunni amici dei fratelli Isacco e Jacopo.

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