«Jezael instancabile lavoratore Daniele bravo e propositivo»

Le reazioni in paese alla notizia della strage sulla strada che collega la zona di Isernia con l’Adriatico Il sindaco Di Paolo: Scarinci ragazzo per bene. L’avvocato D’Alessandro: Ferroni integrato tra noi
CRECCHIO. Le prime frammentarie notizie della strage di sangue avvenuta sulla Trignina iniziano ad arrivare a Crecchio nel tardo pomeriggio e il piccolo paese dell’Ortonese stenta a credere a quanto va diffondendosi minuto dopo minuto. Sono due le persone che piange il borgo che sorge all’ombra del castello ducale. Jezael Scarinci e Daniele Ferroni, due figli di una Crecchio in lutto per le drammatiche notizie giunte dal territorio molisano. «Due persone d’oro» dicono i tanti amici e conoscenti sconvolti nelle primissime ore successive all’incidente.
Il nome del giovane Scarinci è il primo che si diffonde in paese: abitava in centro, conviveva con la compagna e lavorava da tanto tempo insieme al padre. «Una bravissima persona», lo ricorda il sindaco, Nicolino Di Paolo. «Era un gran lavoratore, ma vorrei sottolineare anche le sue qualità umane. Un ragazzo per bene, molto educato, rispettoso e gentile». Commentare la sua morte è difficile per chi lo conosceva. «C’è poco da dire», aggiunge un amico compaesano della vittima, «è un dolore enorme. Jezael era un ragazzo che si dava da fare, un lavoratore impeccabile come d’altronde tutta la sua famiglia. Un bravo ragazzo, sembra una frase fatta ma è così». Il consigliere comunale Luigi D’Alessandro conosce bene la famiglia Scarinci e di conseguenza anche Jezael: «Sono da tanti anni un amico del papà», è il ricordo di D’Alessandro. «Jezael è sempre stata una persona a modo, taciturno e abbastanza introverso, ma un grande lavoratore», conferma anche lui. «Si è sempre fatto voler bene da tutti, qui in paese siamo rimasti tutti sconvolti. Lui e il papà», aggiunge il consigliere comunale, «hanno sempre condotto una vita assieme, erano legatissimi. Siamo costernati». Lo stesso D’Alessandro conosceva anche Daniele Ferroni, la seconda vittima residente a Crecchio il cui nome del suo coinvolgimento nello schianto mortale è iniziato a diffondersi con il passare dei minuti. Ferroni era di origini toscane, ma ormai un abruzzese acquisito visto che aveva deciso di rimanere in paese dove era giunto per il legame con una ragazza. Nonostante la storia fosse finita, però, ha deciso di continuare a vivere nel centro di Crecchio. «Ormai si era ambientato, era integrato nella nostra comunità, aveva trovato gli amici», riconosce D’Alessandro. «Anche lui era una brava persona. Si dava da fare, era propositivo». Saltuariamente lavorava per questa ditta di luminarie e la sorte ha voluto che perdesse la vita proprio in un viaggio di lavoro.
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