Jois, adesso si cerca una ragazza vastese

Lo zio del 19enne morto a Punta Penna: la “sacerdotessa” era con lui quella notte, può sapere la verità
VASTO. La verità sulla morte di Jois Pedone non va cercata lontano. Le indagini dovrebbero concentrarsi su Vasto, ne è convinta la famiglia del ragazzo. «Internet consente solo rapporti virtuali», ricorda lo zio di Jois, Rino Pedone. «Chi ha portato alla morte Jois ha avuto un contatto fisico con lui». Jois era finito dentro un meccanismo che è risultato fatale. Stando al racconto che il ragazzo ha fatto ad un’amica, l'artefice della sua “iniziazione” esoterica è stata una ragazza. «È a Vasto che occorre cercare anche questa “sacerdotessa”», ripete lo zio Rino che dal giorno del ritrovamento del corpo del nipote non si dà pace e insieme alla madre sta cercando la verità sulla morte del 19enne. Di particolari inquietanti e senza risposta ce ne sono però ancora tanti.
«Mio nipote quella sera uscì di casa con un borsello. Indossava un paio di occhiali. Dove sono finiti gli occhiali? Dov'è finito il borsello? Chi ha dato a mio nipote quella maglietta con la scritta “Benvenuto”? Queste sono solo alcune delle domande che aspettano una risposta. Mio nipote ha raccontato di avere stretto un patto di sangue con una ragazza. La ragazza potrebbe essere molto vicina. Lei sicuramente potrebbe chiarire molte cose», insiste Rino Pedone che nel frattempo insieme alla madre e a tutta la famiglia aspetta che vengano analizzati dagli esperti sia il computer che il cellulare di Jois. «Quel che è certo è che Jois non ha cercato la morte», affermano i famigliari, «Jois era preoccupato per le conseguenze del suo allontanamento dalla “sacerdotessa” », dice la nonna. La preoccupazione lo angosciava al punto che aveva chiesto aiuto anche ad una psicologa. «Quella notte», dice la nonna Pia Regina, «Jois potrebbe essere stato convinto a fare un rito che lo avrebbe reso immune oppure lo avrebbe fatto entrare in un sodalizio con particolari poteri. Quella notte era resa “particolare” dalla luna gialla e, secondo loro, era il momento migliore. Non a caso prima di uscire Jois aveva invitato la mamma a guardare la luna. Mio nipote ha accettato quel rito pensando di poter stare meglio, non certo per morire. Ma è finito in una trappola», insiste la donna. Quella che sembrava un ipotesi senza senso con il passare dei giorni è stata supportata da messaggi vocali inviati dallo stesso Jois a un’amica, che vive a Faenza, e dalle sue dichiarazioni rilasciate alla trasmissione di Rai 3 “Chi l'ha visto”, condotta da Federica Sciarelli.
In ogni caso gli appelli della famiglia di Pedone continuano: i famigliari stanno chiedendo di rivolgersi agli inquirenti a chiunque pensa di poter essere utile a scoprire la verità sulla morte di Jois. «Non cesserò mai di ringraziare il pm Vincenzo Chirico per tutto quello che sta facendo», conclude la nonna Pia Regina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

