Jovanotti: ci hanno fermati senza ragione
Vasto. Nuovo attacco del cantante dopo lo stop al concerto. La Lega invoca un altro consiglio
VASTO . «Ci hanno fermato senza una vera ragione». Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, torna a parlare dell’annullamento della tappa vastese del Jova beach party che si sarebbe dovuta tenere oggi sulla spiaggia del lungomare Duca degli Abruzzi se non fosse arrivato lo stop del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Giacomo Barbato. Le forze dell’ordine hanno riscontrato “gravi carenze”: dal nodo della viabilità, ai parcheggi ritenuti insufficienti, alle uscite di sicurezza, al numero degli agenti di polizia municipale e alle problematiche legate al sito individuato per il concerto. Il tutto condensato in tre pagine di verbale. Un “no” che il cantautore toscano non ha digerito, tant’è che proprio a Ferragosto ha postato un altro commento sul suo profilo Facebook. «Ci hanno fermato senza una vera ragione, ma non fermeranno lo spirito che stiamo portando in giro», scrive Jovanotti, «questo post di ferragosto lo dedico all’equipaggio di Jova beach party, la più folle impresa mai tentata nella musica italiana. É una grande avventura».
Nel frattempo in città le minoranze chiedono la convocazione di un consiglio monotematico subito dopo le vacanze estive. «Il sindaco Francesco Menna, l’assessore Carlo Della Penna e compagni, che portano per intero la responsabilità del mancato evento, non solo non hanno chiesto scusa alla città ma hanno alimentato uno scontro istituzionale senza precedenti», sostengono Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro (Lega), «hanno cercato di scaricare sul prefetto Barbato, ineccepibile servitore dello Stato, la colpa di un autentico disastro, con il rischio che il tribunale si sostituisca alla politica. A noi, che facciamo politica, interessa soprattutto l’aula della politica, che è quella dove si tiene il consiglio comunale. Nell’ultimo consiglio, la maggioranza è scappata facendo mancare il numero legale. È scappata per non trattare un ordine del giorno sul Jova beach party», ricordano i due consiglieri della Lega, «se fosse rimasta in aula, avrebbe trovato una minoranza disponibilissima a un documento comune per tentare di salvare il concerto. Ora, alla stessa maggioranza, chiediamo di riparare a quella fuga, di dimostrare di non avere nulla da temere, e di convocare appena finite le vacanze un consiglio monotematico sul mancato evento. Se non lo farà, toccherà alla minoranza richiederlo per fare chiarezza». (a.b.)

