Jovanotti, il caso a Roma: incontro a Palazzo Chigi

Il senatore Castaldi invita il prefetto e il sindaco Menna dopo il concerto annullato E il Comitato dei cittadini si schiera con Barbato: ha fatto solo rispettare la legge
VASTO. Si rende disponibile per un incontro a Palazzo Chigi tra il sindaco di Vasto Francesco Menna e il prefetto Giacomo Barbato, ma avverte che «non è il tempo dello scontro fra le istituzioni». Gianluca Castaldi, senatore del Movimento 5 stelle e sottosegretario per i rapporti con il Parlamento, risponde alla lettera del primo cittadino che sul mancato svolgimento del Jova beach party, in programma il 17 agosto sulla spiaggia di Vasto, ma annullato per mancanza dei requisiti di sicurezza, ritiene di essere stato «messo alla gogna mediatica». A distanza di mesi il caso continua a tenere banco grazie ad una missiva che Menna ha inviato a varie autorità, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricostruendo tutti i passaggi della vicenda e concentrandosi sui rapporti con il prefetto di Chieti. «Per aver cercato di svolgere una manifestazione che ha avuto luogo in tutta Italia sono stato apostrofato, denunciato dal prefetto e dal comandante provinciale dei carabinieri – da quanto apprendo da notizie di stampa – e, inevitabilmente, messo alla gogna mediatica», scrive il sindaco in un passaggio della lettera, «la città ne è uscita inevitabilmente ferita e basita. È, quindi, mia intenzione evidenziare quella che è stata l’originarietà e l’intraprendenza conflittuale nei rapporti tra Prefetto e Comune. Chiedo, pertanto, a tutti gli autorevoli destinatari in indirizzo, che abbiano contezza, di intervenire al fine di ristabilire correttamente le modalità di leale collaborazione tra Stato ed Istituzioni locali». Il primo a rispondere è stato Castaldi, che non fa mistero di essere rimasto perplesso: «Leggere di “originarietà e intraprendenza conflittuale nei rapporti fra prefetto e città del Vasto”, di voler organizzare addirittura un convegno che “cristallizzi come non devono essere i rapporti fra stato centrale e periferia”, mi lascia estremamente perplesso e diffidente verso la buona fede della iniziativa descritta dal sindaco di Vasto. Ho seguito la vicenda legata alla mancata realizzazione dell’evento: la lettera, al momento, non mi ha fatto cambiare idea sulle responsabilità che, per inciso, non mi sembrano appartenere al convitato di pietra della lettera, cioè il prefetto».
Nella querelle si inserisce anche il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio della città di Chieti, il quale evidenzia quella parte della missiva del sindaco di Vasto, nella quale lo stesso «pur auspicando un corretto ristabilimento dei rapporti, lamenta l’esistenza di un vulnus in quella che dovrebbe, e deve essere, una leale collaborazione fra Stato e Istituzioni locali. Un vulnus del quale, in un anno», rimarca il presidente Giampiero Perrotti, «solo Menna si sarebbe avveduto tra i 104 sindaci di città e paesi della nostra Provincia. Quel che si teme è che si intenda far addossare al Prefetto abiti che non sono i suoi, per finalità che è difficile immaginare. I veri abiti del dottor Barbato sono quelli di un servitore dello Stato che ha dato e continua a dare prova di costante impegno, vicinanza ed attenzione per il superamento delle problematiche del territorio. Sicuramente il prefetto non ha bisogno della nostra solidarietà perché in questo Paese far rispettare le leggi resta un merito e non certamente un torto».

