L’àncora romana esposta a palazzo Sant’Anna

Ortona. Il ceppo trasferito dalla sede Anmi alla Biblioteca museo-storico militare aperta al pubblico
ORTONA. Trasferito il ceppo d’àncora romana in piombo dalla sede ortonese dell’Associazione nazionale marinai d’Italia (Anmi) alla Biblioteca e museo storico-militare del complesso Sant’Anna. Il reperto fu trovato nel porto di Ortona 27 anni fa, nel 1991, ripescato nello specchio d’acqua dello scalo durante il “salpamento” dell’ancora di ormeggio di una nave slava. L’àncora fu assegnata al locale gruppo Anmi su autorizzazione della Soprintendenza archeologica d’Abruzzo. È rimasta dunque in custodia dal giugno del ’91 fino ai giorni d’oggi nella sede di Palazzo Farnese dell’associazione.
Da settembre, però, la stessa Anmi può vantare la custodia della Biblioteca e museo storico-militare al cui interno vi sono circa tremila libri di storia militare. Ed ora ci sarà anche l’àncora romana che veniva usata dai naviganti nel periodo dal II secolo a.C. al II secolo d.C. Nello specifico, il reperto ripescato nel porto di Ortona potrebbe avere una datazione tra il I e il II secolo a.C., si tratta quindi di una testimonianza molto antica. Importanti da sottolineare sono anche le sue dimensioni, visto che ha una ampiezza di 180 centimetri e pesa sui 360 chilogrammi, il che fa pensare ad un fusto piuttosto imponente che avrebbe potuto sfiorare i quattro metri di lunghezza. Un reperto storico di grande rilievo, dunque, che dopo tanti anni passati nella sede dell’Anmi di Ortona a Palazzo Farnese avrà sicuramente più visibilità nel complesso Sant’Anna, nei già citati locali che ospitano la Biblioteca e il museo storico-militare.
«Sin da ora è data la possibilità a tutti i cittadini di visionare il reperto di grande importanza storica», dicono dal direttivo della sezione ortonese dell’Associazione nazionale marinai d’Italia. La stessa Biblioteca e museo storico-militare è aperta al pubblico nei pomeriggi del martedì e del giovedì dalle 15 alle 17. (a.s.)
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