L’abbazia restituita a fedeli e turisti

Fossacesia. San Giovanni in Venere torna a risplendere dopo i lavori di restauro
FOSSACESIA. «È un luogo incontro di mondi, quello greco-romano e della tradizione ebraico-cristiana», sottolinea l’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte. «È un monumento che appartiene al patrimonio artistico italiano di inestimabile valore», continua il prefetto Armando Forgione. È l’abbazia di San Giovanni in Venere, uno dei simboli d’Abruzzo, che da ieri è di nuovo visitabile dopo i lavori di restauro. Iniziati a marzo, interrotti per il Covid, e conclusi in questi giorni, i lavori costati 134mila euro hanno interessato la facciata del Portale della Luna e le prime due campate dell’aula oltre che il tetto dove c’erano infiltrazioni di acqua piovana. «Come amministrazione siamo soddisfatti», dice il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, «perché questo monumento ridiventa finalmente visitabile da parte della nostra comunità, dei fedeli e dei tantissimi turisti. Appartiene a tutti e sono contento perché il nostro impegno verso Prefettura, Soprintendenza e Ministero è stato ripagato. È una sinergia che ci dà fiducia per il futuro perché dovremo completare l’area del belvedere, sistemare i marciapiedi lungo il viale, finire l’impianto di illuminazione interna, sistemare i locali sotto il Portale della Luna da destinare a museo e risolvere i problemi che ancora permangono perché l’accesso in chiesa sia consentito alle persone diversamente abili». E chiedono da tempo di poter ammirare l’abbazia i disabili. L’associazione Carrozzine Determinate è infatti tornata a chiedere di mettere in funzione il servoscala, anche se quello che c’è non è adatto a tutti i tipi di carrozzina, e a costruire magari uno scivolo in cemento visto che lavori in muratura ci sono stati. Lavori eseguiti dall’impresa IES dei fratelli Mammarella, progettati e diretti dall’architetto Aldo Giorgio Pezzi per conto della Soprintendenza,organo tecnico del Fondo edifici di culto (Fec) in seno al Ministero dell’Interno, proprietario della chiesa. «Il restauro portato a termine non sarà fine a se stesso», precisano Mariastella Margozzi, direttore regionale musei d’Abruzzo, Rosaria Mencarelli Soprintendente ABAP Chieti-Pescara e Pezzi, «perché San Giovanni in Venere, inserito tra i primi nell’elenco dei monumenti più importanti d’Italia nel scorso secolo, deve entrare a far parte di una rete di luoghi tra i più belli d’Abruzzo da promuovere a livello internazionale». Alla riapertura, presenti oltre al sindaco Di Giuseppantonio, all’arcivescovo Forte, al prefetto Forgione, anche Padre Marcello Palotta, Superiore dei Passionisti di San Giovanni in Venere, gli assessori Maura Sgrignuoli, Giovanni Finoro, Danilo Petragnani e il consigliere Umberto Petrosemolo. (t.d.r.)

