L’abbraccio del Tortuga a Vaccaro

4 Aprile 2018

Dopo la vittoria in Cassazione, il manager accolto dagli amici con magliette speciali

CHIETI. Una festa con un protagonista assoluto, Ivan Vaccaro. È stato il manager teatino della movida il più cercato al Tortuga di Pescara durante la festa di Pasquetta. Gli amici lo hanno accolto indossando magliette con scritto «I love Ivan». E non è un caso. La raffica di messaggi di solidarietà arriva dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione che ha annullato l’ordinanza di arresto a carico di Vaccaro: l’imprenditore di 26 anni è stato costretto a passare 27 giorni agli arresti domiciliari, dal 3 al 30 gennaio scorso, con l’onta di un’accusa per stalking ma secondo la Cassazione nessuno avrebbe dovuto arrestare Vaccaro. Le motivazioni alla base della decisione della quinta sezione penale non sono state rese ancora note ma il ricorso presentato dalla difesa di Vaccaro, con il padre Raoul e l’avvocato Vittorio Supino, ha fatto breccia: la Cassazione ha rimandato gli atti al gip di Pescara Antonella Di Carlo ma non ci sarà un altro pronunciamento perché il caso finirà in udienza, sempre a Pescara, il prossimo 5 giugno.
Di certo, la sentenza della Cassazione è un punto a favore di Vaccaro. E gli amici l’hanno capito. Tanto che, alla festa del Lunedì dell’Angelo nel locale gestito dalla società di famiglia, il manager è stato accolto quasi con un’ovazione. E quelle magliette sono il gesto di vicinanza più sincero degli amici che non hanno mai lasciato solo Vaccaro. Quasi una risposta, di classe, a un gesto becero quando, subito dopo l’arresto, un fantoccio neroverde era stato appeso come un impiccato davanti a un altro locale di Pescara. In quel momento, Vaccaro ha scelto il silenzio e ha aspettato che fossero le carte giudiziarie a parlare: ora, il verdetto della Cassazione dice che non avrebbe dovuto essere arrestato perché gli elementi contro di lui sarebbero stati raccolti quasi con metodi da film, così come rivela il ricorso della difesa, a partire dalle intercettazioni abusive fatte senza autorizzazione ma attraverso dei cellulari: taglia e cuci preparati da un poliziotto di Chieti – apparentemente estraneo all’indagine affidata ai carabinieri di Pescara ma sempre in prima linea fino a bloccare anche l’auto di Vaccaro in strada per interrogarlo – insieme alla presunta parte offesa, Alessio Leonzio, noto organizzatore della movida di Pescara.