«L’accorpamento dei tribunali carta vincente per non chiudere»

Rossomando, vicepresidente del Senato, ieri in visita istituzionale in città, incontra le autorità locali «Sono qui non solo per testimoniare la mia vicinanza, ma anche per ascoltare e avere elementi in più»
VASTO. «Sono qui per prendere cognizione della situazione reale, per ascoltare e avere elementi in più». Anna Rossomando, vicepresidente del Senato spiega così la sua visita istituzionale a Vasto, prima tappa del suo tour abruzzese. La parlamentare del Pd ha varcato poco dopo le 19 la porta dell’aula consiliare dove ad attenderla c’erano il sindaco Francesco Menna, il presidente del tribunale Bruno Giangiacomo, il presidente del consiglio dell’ordine forense Vittorio Melone, assessori, consiglieri comunali e rappresentanti delle forze dell’ordine. Tra i presenti anche i segretari regionali e provinciali del Pd, Michele Fina e Gianni Cordisco e il consigliere regionale Silvio Paolucci.
Il tema è quello del riordino della geografia giudiziaria, provvedimento spinoso e dibattuto che contempla la soppressione degli uffici giudiziari cosiddetti “minori”, tra cui quello di Vasto. Un presidio importante non solo per i numeri dei procedimenti civili e penali, come hanno ricordato durante i loro interventi Giangiacomo e Melone, ma soprattutto perché è un presidio di legalità al confine con altre regioni. La soluzione prospettata è quella nota da tempo: proroga fino al 2023 e accorpamento dei tribunali di Lanciano e Vasto.
«Sono qui non solo per testimoniare la vicinanza e la presenza, ma anche per ascoltare e avere degli elementi in più», ha esordito la vicepresidente del Senato, «intanto c’è una richiesta di proroga che vede tutte le forze politiche impegnate. Speriamo di poter raggiungere questo risultato».
A fare gli onori di casa il sindaco: «Oggi (ieri per chi legge, ndc), «discutiamo di un tema importante che è quello del tribunale», ha affermato Menna, «siamo una città di confine, vicina ad altre regioni molto delicate dal punto di vista delle problematiche legate ai reati. Vasto è una città di confine che tiene molto al suo presidio di legalità».
La parlamentare del Pd ha ascoltato in silenzio il lungo intervento del presidente del tribunale, il quale ha illustrato l’attività del palazzo di giustizia, perorando la causa dell’accorpamento. «Penso che tornare indietro possa essere difficile per la politica», ha detto Giangiacomo, «però ci potrebbe essere qualche soluzione intermedia. Mi riferisco all’accorpamento dei tribunali di Vasto e di Lanciano, su cui i rispettivi sindaci sono d’accordo. Questa soluzione consentirebbe di dividere il settore penale e civile, il primo sarebbe di competenza del presidio di Vasto, il secondo di Lanciano. Si tratta di due territori che sono a 30 minuti di distanza l’uno dall’altro. Penso che se proprio non si può tornare indietro questa soluzione consentirebbe ai cittadini di questi due territori di non patire il disagio di dover raggiungere Chieti».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’avvocato Melone, il quale ha elencato tutte le ragioni per le quali il tribunale di Vasto non dovrebbe essere chiuso. «Gli interventi sono stati particolareggiati e ci sono molti elementi di riflessione», ha concluso Rossomando, «non si può al momento rivoluzionare e rimettere in discussione tutto l’impianto legislativo, ma quello dell’accorpamento potrebbe essere una carta vincente».
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