L’accusa dei sindacati: il Comune taglia il sociale

21 Settembre 2019

Chieti, è polemica per l’assistenza scolastica negata agli alunni disabili Rucci (Cgil): soluzione subito. L’assessore: il servizio solo a chi ne ha diritto

CHIETI. «Prendiamo atto, ancora una volta, che l’amministrazione Di Primio taglia al sociale». Arriva dai sindacati un altro atto d’accusa sull’assistenza scolastica per gli alunni disabili cancellata, finora, con una lettera. Ieri, al Centro ragazzi 2000 di piazza San Pio X, è andato in scena il confronto tra sindacati, genitori degli alunni e il Comune. L’unica a rispondere alla protesta scoppiata per il servizio non ancora ripristinato dalla riapertura dell’anno scolastico è stata l’assessore alla pubblica istruzione Carla Di Biase: «Ci saremmo aspettati», dice Giuseppe Rucci, segretario provinciale Cgil-fp, «anche la presenza dell’assessore al sociale Emilia De Matteo ma non si è presentata. Il nostro auspicio è che si trovi al più presto una soluzione per ripristinare l’assistenza agli alunni, ridare serenità alle famiglie ed evitare riduzioni orarie alle lavoratrici di Chieti solidale». Con la cancellazione dell’assistenza, infatti, alle dipendenti della partecipata comunale che eroga il servizio è stato ridotto l’orario con una decurtazione di stipendio: una manovra, secondo la ricostruzione del M5S, per nascondere la «crisi economica e finanziaria» della Chieti solidale.
In base ai dati forniti dal M5S, nel bilancio ci sono meno 270mila euro per il sociale soltanto nel 2019 e, nel 2020, il taglio dovrebbe arrivare a meno 540mila euro. «Ma i fondi per l’assistenza scolastica sono gli stessi dell’anno scorso», replica Di Biase.
Secondo Rucci, «il Comune è in ritardo: se le scuole avessero saputo in tempo del mancato finanziamento avrebbero potuto rimediare visto che il diritto allo studio va universalmente garantito: c’è stato un corto circuito temporale che speriamo sarà risolto in fretta». Quando, però, non si sa con precisione e neanche l’assessore Di Biase può dirlo: il Comune ha chiesto ai presidi di stilare un elenco di priorità e, sulla base, delle richieste dovrebbe essere garantita l’assistenza. «Vogliamo stabilire un metodo per gli anni futuri», dice Di Biase, «l’assistenza scolastica sarà concessa solo agli alunni che ne hanno davvero bisogno perché i casi di disabilità non sono tutti uguali e non possono essere trattati in maniera uguale. Quando? Il tempo dipende da quanto ci metteranno le scuole a individuare le priorità», dice l’assessore che poi lancia un messaggio ai ribelli di Forza Italia che avevano chiesto maggiori finanziamenti per il Teatro Marrucino: «Tra 70mila in più al Marrucino e 70mila per l’assistenza sociale, io scelgo il sociale. È assurdo presentare proposte del genere: invito i consiglieri a portare avanti battaglie più giuste. Abbiamo bisogno di fondi per il sociale e per riattivare il servizio scuolabus e, se ci sarà ancora qualcosa, si penserà anche ad altro».