L’acqua dell’Avello non basta: «Subito investimenti della Sasi»

Iacovella: consiglio comunale col presidente Basterebbe per fare chiarezza sulle opere da realizzare La sorgente serve anche i territori di Orsogna, Filetto, San Martino, Pennapiedimonte e Casacanditella
GUARDIAGRELE. Il consigliere comunale indipendente Nello Iacovella torna a evidenziare le problematiche del comprensorio dell’Avello che distribuisce l’acqua a sei Comuni del territorio: Guardiagrele, Orsogna, Filetto, San Martino sulla Marruccina, Pennapiedimonte e Casacanditella. Nel periodo estivo dispone di una quantità della risorsa idrica insufficiente a soddisfare le esigenze dell’intero territorio. «Per risolvere il problema che si trascina da anni», sottolinea Iacovella, «il gestore Sasi deve mettere in atto interventi per aumentare la quantità di acqua e a migliorare la capacità e l’efficienza della rete di distribuzione».
Iacovella, in merito, evidenzia che si è arrivati a luglio e non si conoscono ancora quali siano le opere che la Sasi intende realizzare nel territorio con i 37 milioni di euro disponibili dei fondi europei: «Non bisogna dimenticare che vi sono delle precise scadenze che devono essere rigorosamente rispettate, se non si vuole arrivare alla revoca del finanziamento», ricorda il consigliere, «le opere devono essere infatti progettate e appaltate entro il 2023 e ultimate non oltre il 2026. Sarebbe quindi opportuno convocare al più presto un’assemblea pubblica o un consiglio comunale straordinario, con la presenza del presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe e lo staff tecnico, per conoscere nei dettagli quali sono i programmi e le opere da realizzare. Ci domandiamo», continua Iacovella, «per quale motivo a Guardiagrele sia stato chiuso l’ufficio tecnico che da oltre venti anni svolgeva nel territorio un servizio di primaria importanza, anche grazie al geometra Iezzi, al quale va un doveroso ringraziamento».
Il consigliere indipendente fa notare inoltre che a Guardiagrele si parla anche della possibile chiusura dell’ufficio commerciale per fine anno: «Se fosse vero sarebbe un fatto vergognoso, perché si andrebbe a privare il territorio di un servizio indispensabile», protesta Iacovella, che critica infine quello che è stato il recente rifacimento della rete idrica lungo via Roma. «Ci domandiamo», dice il consigliere, «per quale motivo siano stati eliminate le famose campane in ghisa realizzate nel 1905, dove erano posizionate le chiavi di arresto di ogni singolo utente e sostituite con pozzetti in cemento con all’interno collocate cinque chiavi non identificabili e con un pesantissimo coperchio in ghisa difficile da aprire. Queste sono domande che meritano risposte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

