L’acqua è tornata, resta la frana «Scongiuriamo altre emergenze»

27 Giugno 2023

Funziona la soluzione del bypass che, con l’utilizzo di tubi flessibili, ha ripristinato il servizio idrico  Resta l’attesa per il tavolo tecnico che dovrà decidere come intervenire sull’imponente smottamento

ROCCASPINALVETI. L'acqua è tornata a sgorgare dai rubinetti dei residenti del Medio Vastese rimasti all'asciutto per una settimana intesa a causa della frana che in contrada Acquaviva a Roccaspinalveti ha trascinato e distrutto per ben due volte le condotte idriche. In attesa che venga fermato il movimento franoso, la Sasi ha pensato e realizzato una provvidenziale soluzione tampone: un bypass che ha consentito ai comuni di riempire i serbatoi. Grazie a tubi flessibili collegati a un “collettore”, l’acqua è tornata nelle case. Il bypass è una soluzione d’emergenza. Appena possibile le condotte flessibili saranno sostituite da nuove condotte in acciaio che devono arrivare dalle Marche.
I sindaci intanto invitano i cittadini a usare l'acqua con oculatezza. Fra i comuni più colpiti dalla siccità c’è Lentella. Ieri il sindaco Marco Mancini ha diffuso una nota annunciando alla popolazione il ripristino del servizio idrico dalle 15 alle 21. «Si raccomanda», ha aggiunto Mancini, «di usare la risorsa idrica con parsimonia evitando sprechi».
Roccaspinalveti è riuscita ad evitare la grande sete grazie ad una sorgente che c'è in paese. Il sindaco Claudia Fiore ha tuttavia fatto appelli anche per gli altri comuni. Claudia Fiore, consapevole che il male da curare è la frana, spera nella convocazione di un tavolo tecnico. L'ultima parola spetta alla prefettura che dovrà decidere se e quando convocare il tavolo. Al summit dovrebbero partecipare rappresentanti della Regione, Genio civile, Sasi, e Comuni. Dopo aver analizzato la situazione e verificato da vicino quello che sta accadendo a Roccaspinalveti, gli esperti decideranno gli interventi da effettuare per fermare il movimento franoso. La situazione appare piuttosto critica. Più d'uno suggerisce la realizzazione di una palizzata che tenga a freno la collina. Potrebbero tuttavia servire interventi anche più massicci.
Al momento, in attesa della convocazione del tavolo tecnico è possibile fare solo ipotesi e sperare che il movimento franoso si arresti. (p.c.)
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